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Wall Street negativa, con il Dow Jones che cede 180 punti circa (-0,55%), a 34.127 punti, e lo S&P che arretra dello 0,51% a 4.323 punti. Il Nasdaq cede lo 0,40% a 14.375 punti.

Ieri il Dow Jones Industrial Average è balzato di 311,75 punti a 34.314,67 punti, mentre lo S&P 500 è salito dell’1,05% a 4.345,72 punti; il Nasdaq Composite ha messo a segno un rialzo dell’1,25% a 14.433.83.

Guardando alle prime tre sessioni di ottobre, emerge che il Dow Jones ha guadagnato nella prima sessione 483 punti, per poi perdere 324 punti nella seconda e salire di 312 punti nella terza.

“Sicuramente, ottobre confermerà la sua reputazione di mese più volatile dell’anno. Ci aspettiamo che le oscillazioni permangano per un periodo di tempo ancora un po’ più lungo”, ha commentato Ryan Detrick di LPL Financial, stando a quanto riporta la Cnbc.

Oggi è un giorno negativo per le borse mondiali, segnato dalla paura della stagflazione, che attanaglia sempre di più gli investitori: un mondo che è anche alle prese con una crisi energetica che rischia di zavorrare, con le impennate dei prezzi del petrolio, del gas naturale, e della benzina, la propensione alle spese da parte dei consumatori globali, frenando così la ripresa post Covid-19.

Reso noto prima dell’inizio delle contrattazioni il report occupazionale Usa stilato dall’ADP, relativo all’occupazione nel settore privato.

Dal dato è emerso che, nel mese di settembre, sono stati creati 568.000 nuovi posti di lavoro, meglio della crescita di buste paga pari a +425.000 stimata dagli analisti intervistati dal Dow Jones. Il dato è stato migliore anche della crescita di 340.000 nuovi posti di lavoro del mese di agosto (dato rivisto al ribasso dalla crescita pari a +374.000 inizialmente riportata).

A questo punto, grande è l’attesa per il report occupazionale Usa di settembre, che sarà diramato dopodomani, venerdì 8 ottobre, alle 14.30 ora italiana.

Nonostante il dato odierno sia stato migliore delle attese, i tassi sui Treasuries decennali smorzano i guadagni e, dopo essere saliti oltre la soglia dell’1,56% testata la scorsa settimana, sui massimi da giugno, ritracciano attorno all’1,52%.

Tra i titoli sotto pressione a Wall Street si mettono in evidenza quelli delle compagnie aeree American Airlines e JetBlue:

American Airlines perde più del 4%, mentre JetBlue arretra di oltre il 4,5% dopo il downgrade di Goldman Sachs.

Gli analisti della banca d’affari hanno rivisto al ribasso la valutazione sul titolo American Airlines da “neutral” a “sell”, tagliando il target sul prezzo del 16% a $18. Il rating del titolo JetBlue è stato rivisto al ribasso invece da “buy” a “neutral”, a fronte di un target price che è stato invece alzato del 5,5% a $17.

Goldman Sachs ha motivato i suoi downgrade con i prezzi del carburante più alti e il rallentamento della domanda nel breve termine.

Giù a Wall Street anche altri titoli delle società che hanno beneficiato finora più delle altre del reopening dell’economia globale, come Boeing, General Electric e Ford.

E cedono anche i titoli delle Big Tech, come Facebook, Apple e Microsoft. In controtendenza Amazon, in lieve rialzo.

Dollaro solido, a discapito dell’euro, che viaggia sotto la soglia di $1,16, attorno a $1,1544, accelerando ulteriormente al ribasso, attorno ai minimi degli ultimi 14 mesi testati la scorsa settimana. Lo yen rallenta al valore più basso in una settimana a JPY 111,64, non lontano dal minimo in 18 mesi di JPY 112,08 testato giovedì scorso. Il Dollar Index viaggia attorno a 94,082 punti.

Sullo sfondo, il timore di un default Usa, che potrebbe concretizzarsi nel caso in cui Capitol Hill non riuscisse ad alzare o sospendere il tetto sul debito entro la scadenza del 18 ottobre.

Il segretario al Tesoro Usa Janet Yellen ieri ha lanciato l’allarme sul rischio recessione negli Stati Uniti in caso di default sul debito; nelle ultime ore, un appello a scongiurare il disastro è arrivato anche dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, Joe Biden, che ha addossato la responsabilità dello stallo al Congresso ai repubblicani.

“Non solo i Repubblicani non stanno facendo il loro lavoro – ha tuonato – Ma stanno minacciando di usare il loro potere per impedire a noi di fare il nostro lavoro, ovvero di salvare l’economia da un evento catastrofico. Credo francamente che tutto ciò sia ipocrita, pericoloso, scandaloso”.

Un eventuale “fallimento nel riuscire ad alzare il limite sul debito alimenterà dubbi sulla volontà del Congresso di onorare debiti che sono stati già contratti – non debiti nuovi – debiti che esistono già. E questo andrebbe a minare la sicurezza dei Treasuries Usa e lo status di riserva del dollaro in quanto moneta globale, su cui il mondo fa affidamento”, ha continuato Biden.





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