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Finalmente l’UniCredit Day è arrivato: oggi, giovedì 9 novembre, il numero uno della banca, il ceo Andrea Orcel, ha presentato il nuovo piano strategico 2022-2024, facendo scattare un boom di buy sul titolo di Piazza Gae Aulenti.

In rally di oltre il 7% mentre il piano veniva snocciolato, il titolo è scattato fino a quasi +11%, salendo a valori che non si vedevano dal periodo pre-Covid, ovvero dal febbraio del 2020, con scambi decisamente elevati:

Alle 12.25 l’agenzia Radiocor Il Sole 24 Ore parlava di scambi “estramamente vivaci”: “quando non è ancora stata toccata la metà seduta, sono passati di mano oltre 41 milioni di pezzi, a fronte di una media degli ultimi 30 giorni per l’intera seduta di 16,78 milioni”.

UniCredit Unlocked: questo il nome del piano targato Andrea Orcel, che analisti e investitori aspettavano da mesi, gli stessi mesi in cui si cercava di capire se Piazza Gae Aulenti avrebbe alla fine indossato le vesti del cavaliere bianco per salvare il Monte di Stato Mps.

Il 24 ottobre, attraverso una nota congiunta diramata dal Mef e da UniCredit, si apprendeva ufficialmente che i negoziati erano naufragati.

In occasione della presentazione dei risultati di bilancio della banca relativi al terzo trimestre e ai primi nove mesi dell’anno, incalzato dai giornalisti, il ceo Andrea Orcel affermava che, ormai,  la finestra era ormai chiusa, lasciando capire l’intenzione di andare avanti, senza necessariamente puntare su un’operazione di M&A, che non aveva mai visto in realtà come la priorità per l’istituto.

L’M&A (mergers and acquisitions, operazioni di fusione e acquisizione) non è fine a se stesso”, aveva rimarcato.

Questo non significa che UniCredit sbatta a priori la porta a eventuali operazioni di questo tipo, che possono essere infatti “un acceleratore e un potenziale miglioratore del nostro risultato strategico”. Ma la condizione sine qua non è che vengano realizzate alle “giuste condizioni che accrescano il valore”.

Altrimenti niente. Ed è questo che Orcel, nella call indetta con gli analisti per commentare il piano “UniCredit Unlocked”, ha ribadito anche oggi, di nuovo interpellato sul dossier eterno del Monte di Stato:

“Non escludo e non pianifico M&A”, ha detto, ripetendo che le operazioni di M&A si possono valutare se rispondono alla strategia della banca, e puntualizzando che i criteri per stabilire se ciò sia possibile sono “l’idoneità strategica, aiutarci nel Rote, negli obiettivi di distribuzione e rafforzare il business”.

In risposta a chi gli ha domandato se UniCredit fosse disposta a partecipare a una operazione di sistema pro-Mps, Orcel ha risposto che “è prematuro commentare su una possibile soluzione di sistema per Mps“.

Quello che UniCredit poteva fare per il Monte, ha lasciato intendere Orcel, lo ha già fatto:

“Penso che UniCredit abbia offerto una soluzione, che era stata concordata con il governo. Eravamo pronti a metterla in atto, ma purtroppo non siamo riusciti a chiudere un accordo ai termini concordati e quindi ci siamo mossi ognuno sulla propria strada”.

UniCredit post Mps, Orcel: “non escludo e non pianifico M&A”

Del fatto che ormai UniCredit non avesse più spazio per pensare al Monte dei Paschi, l’AD aveva detto la sua anche quando, a margine della prima della Scala, l’altroieri 7 dicembre, era stato di nuovo avvicinato con un interrogativo sulla banca senese, insieme al suo ‘collega’, il presidente di UniCredit, ovvero l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Il no a Mps non deve essere tuttavia interpretato come un no a priori alle operazioni di M&A:

“Non escludo e non pianifico M&A”, ha detto oggi il ceo. Inoltre, visto che l’Italia è un mercato cruciale per UniCredit, “un mercato dove siamo redditizi, dove cresciamo e dove vediamo opportunita”, se “ci saranno opportunità di accelerare le prenderemo“.

Veniamo al piano ‘UniCredit Unlocked’ e a quelli che sono in primis gli obiettivi finanziari che la banca si è preposta di raggiungere:

La banca prevede di arrivare alla fine del piano strategico “UniCredit Unlocked”, nel 2024, con un utile di 4,5 miliardi di euro, rispetto ai 3,3 miliardi attesi per quest’anno, e a fronte di un CET1 compreso tra il 12,5% e il 13%. “Per il 2022 l’Utile netto è previsto al di sopra di €3,3 miliardi (sostanzialmente invariato rispetto alla nostra ultima guidance per il 2021, ricalcolata sulla base della nuova definizione di Utile netto)”. I ricavi netti sono attesi in crescita dagli oltre 16 miliardi di fine 2021 a più 17 miliardi, praticamente in rialzo “del 2 per cento CAGR nel periodo 2021-2024”. Si prevede un RoTE del 10 per cento circa nel 2024, dal valore maggiore del 7% di fine 2021.

Ancora, l’incidenza delle commissioni sui ricavi è prevista in aumento dal 38% al 40%, mentre il rapporto costi/ricavi è atteso scendere dal 56% al 50%.

Il target del CET1 ratio è atteso al 12,5-13 per cento, con 150 punti base di generazione organica media annua di capitale, mentre il rapporto tra le esposizioni deteriorate lorde e il totale crediti lordi è stimato in miglioramento al 3,5 per cento circa; il rapporto tra esposizioni deteriorate nette e totale crediti netti è invece atteso stabile all’1,8 per cento circa nel 2024.

Dividendi, UniCredit: remunerazione azionisti di almeno 16 MLD

Sul fronte dividendi, UniCredit Unlocked è “un nuovo modello di business per una forte generazione organica di capitale, in grado di garantire una remunerazione degli azionisti significativamente maggiore e in progressiva crescita nell’arco di piano, pari ad almeno €16 miliardi per il 2021-2024”.Come? “La distribuzione – si legge nel piano – avverrà attraverso la combinazione di dividendi cash e riacquisti di azioni proprie, mantenendo o eccedendo un robusto CET1 ratio del 12,5-13 cento”.

Per il 2022 nello specifico si prevede una distribuzione di €3,7 miliardi (relativa al FY2021), composta da un dividendo cash pari al 30 per cento circa dell’utile netto sottostante e riacquisti di azioni per la parte restante; In base alle assunzioni del piano, la distribuzione totale relativa al FY2022 è prevista in linea o superiore a quella per il FY2021, con un progressivo aumento a partire dal FY2023. Il dividendo in contanti annuale per il FY2022 è atteso al 35 per cento dell’utile netto e per gli anni successivi ad almeno il 35 per cento dell’utile netto con la parte restante in riacquisti di azioni.

UniCredit punta inoltre a “migliorare l’efficienza operativa e del capitale, con €1,5 miliardi di risparmi lordi sui costi, di cui €0,4 miliardi da Digital & Data, e un contributo di 130 punti base al CET1 ratio dalla gestione attiva del portafoglio. Gli RWA sono previsti in diminuzione nel corso del piano, in quanto la gestione attiva del portafoglio compenserà ampiamente gli impatti della crescita organica e del quadro normativo avverso previsto”.

UniCredit: 3.600 nuove assunzioni nette, obiettivo diventare vera banca digitale

Occhio al fronte assunzioni: 3.600 nuove assunzioni nette nel Business e in Digital & Data.

“La digitalizzazione è al centro della nostra strategia e il nostro principale obiettivo è diventare una vera banca digitale, guidata dall’utilizzo dei dati in tutto quello che facciamo – si legge ancora nel piano UniCredit Unlocked – Finanzieremo questa trasformazione con un aumento della spesa complessiva, €2,8 miliardi totali nel periodo 2022-2024, con chiare priorità strategiche. Abbiamo in programma 2.100 assunzioni nette nel Digital & Data, per un totale di 3.600 nuove assunzioni nette, incluse le 1.500 nel business”.

Riguardo a queste ultime, “investiremo nel business con l’assunzione di 1.500 persone nell’arco del piano in tutte le nostre macroaree geografiche, di cui 900 in Italia, 300 in Europa Centrale e in Europa Orientale, 200 in Germania e 100 nelle funzioni di controllo”.

“La nostra presenza pan-europea unica – si legge nel comunicato di UniCredit – ci offre diversificazione, accesso alla clientela, una mentalità multiculturale e operatività cross-border. Tutte le nostre macroaree geografiche conseguiranno un miglioramento dei rendimenti mediante le leve del capitale, dei ricavi netti e dei costi, declinate in misura diversa per area, con un set di iniziative ben chiaro per i clienti, per i dipendenti e per l’organizzazione stessa”.

In particolare:

  • “In Italia il business si concentrerà sulle aree con crescita più elevata e più redditizie, ottimizzando nel contempo il capitale e conseguendo i coefficienti più elevati nelle nostre regioni per livello di commissioni/ricavi, previsto al 55 per cento circa, e per ricavi netti/ RWA, previsto al 6 per cento circa nel 2024, con RoAC superiore al 12 per cento.
  • La Germania guiderà in termini di efficienza e redditività rispetto ai concorrenti, con rendimenti nettamente al di sopra del costo del capitale, raggiungendo un rapporto commissioni/ricavi del 30 per cento circa e ricavi netti-RWA al 5 per cento circa nel 2024, con RoAC superiore al 10 per cento;
  • Il capitale allocato all’Europa Centrale crescerà del 5 per cento all’anno, raggiungendo un rapporto commissioni/ricavi del 30 per cento circa e ricavi netti/RWA del 5 per cento circa nel 2024, con RoAC superiore al 13 per cento;
  • Il capitale allocato all’Europa Orientale crescerà del 4 per cento all’anno, grazie a una gestione attiva del portafoglio, raggiungendo un rapporto commissioni/ricavi del 20 per cento circa e ricavi netti /RWA al 6 per cento circa nel 2024, con RoAC superiore al 16 per cento”.

Sostenibilità, UniCredit: “parte integrante della nostra cultura”

UniCredit stima un forte impegno anche sul fronte della sostenibilità, che “sarà parte integrante della nostra cultura”. Ovvero:

“Saremo impegnati in prima persona, puntando a raggiungere gli stessi standard che chiediamo ai nostri clienti. Investiremo e sosterremo le comunità all’interno delle quali operiamo:

riduzione del 60 per cento delle nostre emissioni di gas serra dal 2008 con obiettivo Net Zero entro il 20308;

79 per cento di utilizzo di energia rinnovabile nei nostri uffici con obiettivo di azzeramento della plastica monouso presso le nostre sedi entro la fine del 2022;

contributo di oltre €40 milioni per iniziative di corporate citizenship e filantropiche e per l’educazione finanziaria di 100.000 giovani, impegnandoci al contempo a fornire supporto a categorie a rischio di esclusione finanziaria;

impegno nella realizzazione delle nostre policy ESG globali e nel garantire parità retributiva a parità di lavoro, con un investimento di €100 milioni.

“Nei prossimi tre anni – annuncia Piazza Gae Aulenti – abbiamo un target cumulato di €150 mld di nuovi volumi ESG. Abbiamo fissato un modello di consulenza in ambito ESG per Corporates e Individuals, stiamo finanziando progetti innovativi per la transizione ambientale e stiamo collaborando con importanti player per arricchire e migliorare la nostra offerta ESG in tutti i settori. Inclusione nel lavoro ed empowerment femminile sono progetti chiave”.





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