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Tanto, così tanto da essere troppo. Glass Lewis, tra i principali proxy advisor che ispirano il voto dei grandi fondi in assemblea, suggerisce di opporsi ai 7,5 milioni offerti da Unicredit al suo prossimo amministratore delegato, Andrea Orcel.

L’assemblea è alle porte (il 15 aprile), e stamattina alle prime ore del giorno è uscito il primo dei report delle proxy in vista del voto. Glass Lewis si dice «preoccupato dalla struttura della remunerazione del nuovo manager, che comprende un premio in azioni non commisurato alla performance». Conti alla mano, l’ex Ubs guadagnerà 2,5 milioni, a cui si aggiungerà un premio in azioni pari al 200% della stessa cifra: totale 7,5 milioni in un anno, quanto basta e avanza a farlo il banchiere più pagato d’Italia. Per la cronaca, il suo predecessore Jean Pierre Mustier nel 2016 al suo ingresso aveva ridotto del 40% il compenso fisso, portandolo a 1,2 milioni e l’anno scorso aveva rinunciato a 2,6 milioni di bonus secondo le ricostruzioni del Financial Times.

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Ora il proxy advisor si scaglia contro il trattamento riservato a Orcel, ma anche sulla scarsa trasparenza data dalla banca. Nei documenti presentati in vista dell’assemblea, Gae Aulenti ha spiegato che «per allineare gli interessi del ceo con quelli degli azionisti, il cda ha approvato sin dal primo anno un premio in azioni che ammonta all’intera remunerazione per il 2021 pagabile in due tranche e senza alcuna condizione».

Oltre alla remunerazione, il 15 aprile in assemblea si voterà anche per il rinnovo del cda: si vedrà quale effetto sortirà Glass Lewis sull’azionariato, in cui peraltro si segnala l’ascesa di Allianz. Ieri Consob ha segnalato che la compagnia tedesca è salita dall’1,25% al 3,11%.

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