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Unicredit è chiamata al difficile compito di tenere testa ai solidi numeri trimestrali di Intesa Sanpaolo. I riscontri del gruppo di piazza Gae Aulenti saranno condizionati dalle rettifiche su crediti per 900 milioni di euro e le attese sono di una perdita consistente nel trimestre che potrebbe addirittura sfiorare i 2 miliardi. Focus anche su possibile indicazioni sull’intero 2020 e sulle intenzioni sul fronte dividendi futuri. I conti arriveranno domani prima dell’avvio delle contrattazioni con conference call del ceo Jean Pierre Mustier con gli analisti prevista alle ore 10. 
Unicredit ha diffuso in anticipo anche la nuova guidance 2020-21 sul costo del credito. Il gruppo bancario stima un Cost of Risk (CoR) per il 1Q20 pari a circa 110pb, dei quali 80pb dovuti all’aggiornamento dello scenario macro economico e 30pb al CoR sottostante (quest’ultimo migliore dei 46pb previsti per l’anno 2020). Per l’esercizio 2020 la stima del CoR risulta pari a circa 100-120pb e per l’intero 2021, attualmente il gruppo stima un CoR pari a 70-90pb. Indicazioni che hanno spinto molti analisti a rivedere al ribasso le stime su Unicredit già prima dei conti trimestrali. Gli analisti di Equita, che stimano un rosso nel trimestre di 1,74 mld per Unicredit, hanno tagliato l’Eps adjusted 2020-2022 del 39%, con conseguente taglio del prezzo obiettivo su Unicredit del 41% a 9,8 euro.

Consensus sui conti del primo trimestre

Il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg stima una perdita netta del gruppo guidato da Jean Pierre Mustier di quasi 2 miliardi (1,95 mld). Come di consueto Unicredit nelle scorse settimane aveva pubblicato sul proprio sito le previsioni del consensus degli analisti, rappresentanti i 21 broker che coprono il titolo. Nel dettaglio, secondo le stime, il trimestre si chiuderà con una perdita di 1,718 miliardi di euro, che si confronta con l’utile netto rettificato pari a 1,1 miliardi del primo trimestre 2019 che è stato il miglior primo trimestre degli ultimi dieci anni per il gruppo di piazza Gae Aulenti.

Tra le altre voci, la perdita pre-tasse è vista a 1,834 mld e il risultato netto di gestione è atteso a 1,246 miliardi. Il margine d’intermediazione trimestrale indicato dal consenso degli analisti è invece previsto a quota 4,469 miliardi.
Guardando all’intero 2020, gli analisti si attendono un utile di soli 122 milioni di euro, con risultato netto di gestione di 3,786 mld e margine d’intermediazione a 17,862 mld.

Per vedere dividendi consistenti bisognerà attendere il 2021

Conseguentemente gli analisti correggono anche le stime relative al dividendo Rivista anche l’indicazione sul dividendo 2021 (relativo all’esercizio 2020): è indicata una cedola di 0,18 euro per azione (il range va da zero a 0,87 euro), pari a in dividendi yield vicino al 3%. Dividendo che dovrebbe tornare a salire nel 2021 a 0,47 euro e a 0,64 euro nel 2022.
Unicredit, in scia alla raccomandazione arrivata dalla Bce a tutti gli istituti bancari, ha sospeso la distribuzione del dividendo relativo al bilancio 2019; ritirata anche la delibera relativa al buyback che prevedeva l’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie fino a 467 milioni di euro.
Tra gli analisti dominano i Buy sul titolo Unicredit, pari al 62,1% del totale; il 34,5% dice Hold mentre il 3,4% dice Sell. Il target price medio indicato è di 11,17 euro, il 68% sopra i livelli attuali.





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