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(Teleborsa) – I rendimenti sono “insostenibilmente bassi” e una combinazione di leva finanziaria eccessiva e quattro anni consecutivi di sotto-performance del prezzo delle azioni hanno lasciato il settore come “un cubetto di ghiaccio che si scioglie”. È il giudizio lapidario di Credit Suisse sul settore telecomunicazioni europeo, anche se gli analisti delineano motivi per essere ottimisti nel 2022. Oltre a ricavi in crescita, viene evidenziato che il contesto normativo sta cambiando e la generazione di free cash flow potrebbe essere sostanzialmente superiore ai livelli attuali. Inoltre, si legge in un rapporto sul settore, il consolidamento potrebbe rafforzare diversi mercati, anche se bisognerà vedere se le autorità antitrust si siano davvero ammorbidite.

Ricavi in miglioramento

Credit Suisse ritiene l’aumento dei ricavi del settore mobile (+1% vs 2021 0%) sia guidato da un ambiente dei prezzi leggermente in miglioramento (la maggior parte dei mercati europei registra aumenti netti dei prezzi complessivi per la seconda volta in 3 anni) e un rimbalzo del roaming (ci vorrà fino al 2024 per il ritorno dei volumi di roaming ai livelli del 2019). Gli analisti non vedono grandi cambiamenti nella classifica della crescita mobile dei paesi, con i mercati forti (come Germania, Francia e Svezia) che fanno meglio dei mercati più sfidanti (come Spagna e Italia).

La crescita dei ricavi fissi è vista in accelerazione da +1% a +2% anno su anno. Nel 2021 la crescita della linea di accesso fissa è passata da negativa a positiva poiché la pandemia ha guidato quello che Credit Suisse chiama “il rinascimento del fisso“, ovvero una domanda strutturalmente più elevata di banda larga e fibra ottica. “Il prezzo rimane inflazionistico con l’upsale della fibra che porta all’espansione dell’ARPU nella maggior parte dei mercati al dettaglio”, si legge nella ricerca, con il rischio principale che è “la quantità di fibra overbuild in Europa”.

Il consolidamento come principale fattore di oscillazione

La performance del prezzo delle azioni delle telecomunicazioni europee è stata fortemente dipendente dalle prospettive di consolidamento, con il settore che ha sovraperformato quando il consolidamento era sulla buona strada e ha sottoperformato il resto del tempo nell’ultimo decennio. Vengono citate concrete prospettive di M&A nel mercato britannico e in quello spagnolo. Separatamente, Credit Suisse continua ad aspettasci ulteriori divisioni netco/serveco (fisso e mobile) “poiché il settore continua lentamente a essere suddiviso”.

I benefici del Recovery fund

Gli operatori con esposizione al Sud Europa (principalmente Vodafone, Telefonica e Telecom Italia) hanno un potenziale vantaggio dai 750 miliardi di fondi del recovery fund, di cui circa il 20% è dedicato al digitale. Queste potenziali nuove entrate impattano sia il business fisso che il mobile, e non si sono finora materializzate. Tuttavia, i fondi stanno iniziando a essere stanziati e dovrebbero iniziare ad avere un certo impatto finanziario nel 2022. Secondo Credit Suisse, bisogna trattare con cautela un’accelerazione della crescita guidata da questi fondi, in quanto non sono driver di entrate ricorrenti, ma comunque potrebbero aiutare a guidare una certa crescita delle entrate, in particolare modo nell’ultima parte del 2022.





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