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In Italia si sta vivendo una nuova epoca surreale per colpa del coronavirus. Ormai le attività commerciali aperte sono davvero irrisorie. Tutti hanno la saracinesca abbassata e l’insegna spenta. Sembrano città senza vita. Non si vede nessuno in giro, anche per via delle ordinanze sempre più stringenti per evitare la diffusione della pandemia da coronavirus. Ma dietro questo deserto i problemi sono molti e soprattutto economici. Tenere le saracinesche abbassate hanno un costo.

Non si guadagna e purtroppo le spese continuano

La chiusura per forza di causa maggiore delle attività non è solo simbolo dell’emergenza sanitaria. Tenere le saracinesche abbassate hanno un costo. Dietro quelle luci spente di ristoranti, bar e di tutti le attività commerciali colpite dall’ordinanza ci sono i sacrifici di una vita già segnate dai tempi che corrono alla velocità di internet. Come e quando tutto ritornerà alla normalità non è dato sapere. Ciò che si sa con certezza sono i mancati guadagni, i soldi da dover sborsare pur tenendo l’attività chiusa. Se per coloro che sono proprietari del negozio non c’è il peso dell’affitto (ma di tante altre tasse da pagare), la situazione si fa ancora più pesante per chi deve onorare un contratto di affitto. Gli esercenti con la saracinesca abbassata devono pagare i canoni di locazione. I locatori saranno così clementi con gli stessi affittuari nel concedere una agevolazione? Purtroppo sui proprietari degli immobili pesano già tante tasse. Quest’anno poi è saltata la cedolare secca sulle locazioni commerciali.

Quanti negozi ci sono in affitto

Su oltre 1,5 milioni di negozi oltre 900mila sono dati in affitto. L’emergenza è chiara e una risposta a queste persone va comunque data in maniera energica. Lo Stato sarà capace di mettere delle risorse ad hoc per aiutare gli affittuari commerciali ma anche gli stessi proprietari degli immobili? Sono ore decisive ma la normativa in vigore parla chiaro.

Concedere la dilazione dei canoni

Le possibilità sono poche. La dilazione dei canoni è possibile in via amichevole se c’è un accordo tra le parti.  Ma il proprietario dell’immobile deve comunque pagare le imposte sulle somme inserite in contratto a prescindere se le ha incassate totalmente.

Riduzione del canone

Far ridurre il canone è possibile ed è la strada migliore perché c’è l’esenzione da bollo e imposta di registro per gli accordi con cui il locatore concede all’inquilino una riduzione del canone di locazione. Così si evita per il locatore di versare le imposte su canoni non percepiti. E va comunque comunicato all’Agenzia delle Entrate la variazione.



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