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(Teleborsa) – Effetti positivi dallo smart working sul lavoro in termini di soddisfazione e produttività. Lo afferma ha spiegato Paola Angeletti, Chief Operating Officer di Intesa Sanpaolo, intervenendo a Venezia all’evento “About Women”, un confronto sul ruolo della donna nella società e nel lavoro, organizzato nell’ambito della 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

“Talvolta si sente dire che lo smart working ha effetti negativi di isolamento e che penalizza le donne. La nostra esperienza – sottolinea la manager di Intesa Sp – è molto positiva sia in termini di soddisfazione delle persone, sia in termini di produttività. Abbiamo osservato che donne e uomini ricorrono allo smart working in pari misura, un fenomeno significativo anche dal punto di vista socio-culturale”.

Angeletti ricorda che questa esperienza è iniziata a fine 2014 “ben prima dell’emergenza”, ma oggi coinvolge 80 mila persone di Intesa Sp “la quasi totalità, con modalità diverse rispetto alle funzioni che svolgono”.

“Oggi la sfida per le aziende è trovare il giusto bilanciamento tra lavoro in presenza e lavoro in remoto“, ha spiegato la responsabile della banca, aggiungendo che si lavora ad “un nuovo modello di equilibrio per mettere le persone in grado di svolgere al meglio le proprie attività professionali, anche quelle che richiedono incontri e socialità, e conciliarle con le esigenze personali” e che l’elemento di successo è la “diffusione di una cultura manageriale orientata agli obiettivi e al senso di responsabilità“.

“Quanto alla presenza femminile nelle aziende – ha sottolineato Angeletti – ci vuole un tempo fisiologico per giungere a un pieno equilibrio di genere a tutti i livelli manageriali. Per accelerare questo processo in Intesa Sanpaolo, abbiamo introdotto diverse misure, come un KPI specifico nel sistema di valutazione di oltre 1.200 manager, programmi di accelerazione dedicati alle donne e corsi di formazione sulla leadership inclusiva. E nel 2020 abbiamo introdotto nuove policy approvate dal Consiglio di Amministrazione della Banca che prevedono l’obbligo di candidature equilibrate per genere per i primi livelli di responsabilità e per la dirigenza”.





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