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Le misure di allentamento monetario delle banche centrali continuano ad arrivare. Dopo l’incredibile rinuncia ad agire la scorsa settimana, la BCE ha tenuto un nuovo meeting stavolta di emergenza decidendo di inondare il mercato con ben tramite acquisti di asset (compreso l’acquisto dei prestiti bancari alle aziende).

Poi è arrivata la Reserve Bank of Australia, che ha portato il costo del denaro al minimo storico di +0,25%. Il problema è che i mercati finanziari ora guardano semplicemente a queste misure in un’ottica diversa rispetto al passato, la sensazione – lo ripetiamo – è che in questo momento guardino maggiormente alle curve dei contagi.

Qualsiasi rally infragiornaliero su qualsiasi attività a rischio viene continuamente distrutto. I mercati Forex rappresentano la scena di una carneficina. Tra le principali valute la sterlina è stata letteralmente divorata dalle vendite, arrivando a testare il livello di 1,15 e arrivando al livello più basso dal 2009 contro l’euro. Il dollaro è come un colosso, ovviamente perché tutto il resto viene venduto pesantemente (azioni, materie prime, persino obbligazioni). L’ ha fatto registrare un rimbalzo dopo la decisione della BCE, ma stamattina ha ripreso la scorsa al ribasso.

Wall Street è riuscita a chiudere sopra il minimo di sessione, ma ha comunque chiuso bruscamente verso il basso con l’S&P 500 -5,1% a 2398 punti. Inoltre, i futures statunitensi hanno perso un altro 1,0% trascinando con sé l’azionario asiatico. Sul fronte valutario la Sterlina potrebbe rompere 1,15, mentre AUD e NZD non arrestano le perdite. Anche lo Yen sta provando a reggere alla pressione di vendita. Nelmaterie prime è evidente la debolezza dell’Oro, mentre dopo il crollo di oltre il 20% di ieri il petrolio prova a tenersi sopra 20$. Ci riuscirà?

Sul fronte macro economico i dati USA delle 13:30 potrebbero rappresentare motivo di interesse. Le richieste settimanali di disoccupazione saranno seguite con attenzione perché i numeri potrebbero iniziare ad aumentare da qui in avanti. Le proiezioni indicano 220.000 rispetto a 211.000 della scorsa settimana. Il Philly Fed Manufacturing dovrebbe scendere a +9,5 (da 36,7), ma dato il recente deterioramento dei dati della Fed di New York potrebbe esserci una sorpresa al ribasso.

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