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(Teleborsa) – “Per l’anno 2020 abbiamo in programma il lancio di gare per 13,8 miliardi in tutti i settori: sia opere medio grandi, sia opere sul territorio, servizi, forniture e materiali”. Lo ha detto l’Ad di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile in audizione alla commissione Trasporti della Camera, precisando le risorse che sono così articolate: 7,5 miliardi sui progetti e 6,3 miliardi sui programmi.

Il 51% delle nuove risorse previste dall’aggiornamento del contratto di programma 2017-2021 di RFI è destinato al meridione d’Italia. “Le risorse per il sud – ha precisato Gentile – sono 7,9 miliardi di euro, il 51% delle risorse che si stanno deliberando, ed è la prima volta. E con questo aggiornamento, il progetto della Napoli-Bari è completamente finanziato. Restano da fare le gare e realizzare le opere”.

Gentile ha citato anche opere per la Sardegna, la Calabria, la Sicilia (la prima macrofase del collegamento Palermo-Catania), l’Abruzzo (si avviano opere prioritarie per il potenziamento della Roma-Pescara). L’aggiornamento del contratto di programma prevede 15,4 miliardi di euro complessivi. Aggiornamento che vale 15,4 miliardi, così collocati: 2,2 miliardi per la sicurezza, 1,8 miliardi per il potenziamento tecnologico, 1,1 miliardi per le linee regionali, 1,5 per il potenziamento dei nodi urbani, 200 milioni per collegamento dell’ultimo miglio, 100 milioni per le ferrovie turistiche, 2,2 miliardi per le direttrici di rete convenzionali, 6 miliardi su tutte le nuove linee (di cui 3 solo sulla Palermo-Catania).

L’aggiornamento contrattuale si divide in 5 punti, ha evidenziato Gentile: “maggiori risorse per il recupero infrastrutturale del sud; massima cura del patrimonio infrastrutturale esistente (quindi manutenzione, manutenzione e ancora manutenzione); centralità delle stazioni ferroviarie per le città del futuro; infrastrutture per accompagnare i turisti alla scoperta del Paese; nuova tecnologia, con cui si punta a coprire l’intera linea in 15 anni“. In particolare, oltre ai 7,9 miliardi per il Sud, il progetto riguarda “620 stazioni (da cui passa il 90% degli utilizzatori) delle 2.300 italiane”.

Questo periodo di emergenza Covid-19 ha di fatto rallentato l’attività dei cantieri, ma ha anche consentito un’accelerazione sui progetti.
“In questo periodo di emergenza i nostri cantieri hanno avuto alcuni dei fermi oggettivi – ha sottolineato l’Ad Gentile ai Commissari parlamentari – legati più che a un divieto di realizzare le opere a un fenomeno logistico, perché molte maestranze non risiedono nel luogo dei cantieri e perciò il lockdown non ha consentito alle imprese medio-piccole di tenere aperti i cantieri”.

“I grandi cantieri, invece, dotati di logistica propria (come alloggi e mense) – ha spiegato l’Ad – sono riusciti a lavorare anche con deroghe concesse dai Prefetti. Il tempo di lockdown è servito anche positivamente ad un altro aspetto: con i cantieri fermi siamo stati attivi nella fase di progettazione. In questa fase molti progetti si sono potuti portare a compimento molto più velocemente rispetto alla previsione iniziale. E’ stata un’attività che ci ha permesso di recuperare qualche mese rispetto al programma originario per l’avvio di nuovi progetti”.

Dall’emergenza è stata così possibile la rivalutazione delle priorità. “Oggi non sappiamo ancora bene – ha precisato in proposito l’Ad RFI – cosa e quanto produrrà l’emergenza sanitaria. Le rivalutazioni potrebbero riguardare non tanto su quello che si fa ma le priorità delle cose che abbiamo pensato di fare. Ed anche se i cantieri di Rete Ferroviaria in questo periodo di lockdown sono andati avanti con lentezza, con rallentamenti, adesso tutto si sta riavviando. Ma con ogni probabilità dovremo puntare molto sulla seconda parte dell’anno per recuperare il tempo perso, anche se non è detto che sia tutto recuperabile. RFI farà il massimo sforzo per mettere in campo con le gare risorse finanziarie importanti”

Gentile ha anche rivolto un “appello accorato a fare presto perché molte delle cose che dobbiamo fare sono finanziate con questi aggiornamenti di programma”. Questo è “importante anche per recuperare questo gap produttivo che si è generato nella fase di lockdown e che potrebbe pesare sull’anno 2020″.

E riguardo la questione appalti, Gentile ha detto: “Forse bisognerebbe lavorare perché questi codici si prefiggano l’obiettivo di favorire il fatto che le opere si facciano, invece sembra che l’obiettivo sia di garantire la concorrenza. Cosa importante, ma spesso per garantire la concorrenza si perde di vista l’obiettivo. Spesso le gare finiscono per essere ostaggio di ricorsi al Tar e sospensive che fanno perdere moltissimo tempo e non certo a garantire l’interesse pubblico dei cittadini che pagano le opere d’arte”.

Oggi in piena emergenza Coronavirus – ha così concluso il suo intervento Maurizio Gentile in Commissione Trasporti di Montecitorio –
abbiamo assistito ad una caduta della domanda di mobilità collettiva, ma resta abbastanza chiaro che il trasporto collettivo in totale sicurezza non può essere messo da parte a favore di altri sistemi di trasporto“, non mancando, tuttavia, di mettere in evidenza la necessità di uno “shift modale (cambiamento dei modi di spostamento, n.d.r.) a tutto vantaggio della sostenibilità ambientale”.





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