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Renault ha registrato venerdì un aumento del 18,7% delle vendite di veicoli in tutto il mondo nella prima metà dell’anno, rimbalzando da un calo del 21,3% nel 2020 a causa dell’impatto della pandemia di Covid-19 sull’economia globale. «In un contesto ancora sconvolto dalla pandemia il Gruppo Renault ha venduto 1.422.600 veicoli nella prima metà del 2021, in aumento del 18,7% rispetto al 2020, ma in calo del 24,2% rispetto alla prima metà del 2019, ha affermato il gruppo in una nota. Il rimbalzo è comunque inferiore alla media del settore che ha registrato un incremento del 27,1% e un calo del 23% sul 2019. Renault ha chiuso il 2020 con un rosso di bilancio da 8 miliardi contro profitti per 19 miliardi del 2019.

Sotto la guida dell’amministratore delegato Luca de Meo, Renault sta riducendo la sua gamma di auto e si sta concentrando sui suoi modelli più redditizi. Secondo la casa della Losanga si stanno vedendo progressi su questo fronte. Le vendite del marchio Renault sono aumentate del 18,5%, a 901.500 unità, nei primi sei mesi dell’anno, particolarmente sostenute dalle vendite in Europa e dalle auto ibride ed elettriche. Il marchio Dacia ha aumentato le sue vendite del 24,5%, a 262.814 unità, e Lada ha venduto 200.219 vetture nel periodo (+51%). Francia, Russia, Germania e Italia restano i primi mercati.

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Il trend di recupero dei volumi sul 2020 comunque sta rallentando in tutta Europa, come ha fatto notare l’Acea (Associazione dei costruttori europei di autoveicoli), con un mese di giugno in cui le immatricolazioni sono cresciute del 13,3% nell’area Ue più Efta e Uk. Mancano all’appello oltre un milione e mezzo di autoveicoli rispetto ai livelli pre-covid.



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