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Seduta dai due volti per Piazza Affari. Dopo un avvio in forte calo, l’indice Ftse Mib ha progressivamente risalito la china e ha chiuso a 25.990 punti (+0,23%). Oggi il World Economic Outlook del FMI, che evidenzia un taglio delle stime globali e in particolare di quelle sull’Europa, ha premiato l’Italia con la crescita 2021 adesso attesa a +5,8% dal +4,9% precedentemente indicato.

Sullo sfondo rimangono le crescenti preoccupazioni sull’inflazione, con i prezzi del petrolio che ieri hanno aggiornato i massimi pluriennali. Torna sotto i riflettori anche il caso Evergrande. Il colosso immobiliare cinese ha mancato il terzo round di pagamenti delle cedole obbligazionarie in tre settimane, intensificando i timori del mercato su un possibile contagio che coinvolga altri sviluppatori immobiliari.

Sul parterre di Piazza Affari spunto rialzista oggi per Diasorin che segna +2,71% riprendendosi dopo un periodo prolungato di intonazione negativa. Meglio ha fatto Prysmian (+3,55% a 30,60 euro), miglior performer di tutto il Fte Mib all’indomani dell’annuncio dell’estensione della partnership con Openreach.

Chiusura sopra la parità per Enel (+0,25%) che in avvio era scivolata nei pressi dei minimi annui. Moderato segno più anche per Stellantis (+0,18%) che ha annunciato lo spostamento nei prossimi mesi da Grugliasco a Mirafiori dei reparti assemblaggio e verniciatura di Maserati. Questo comporterà il progressivo trasferimento a Torino delle persone dal sito di Grugliasco, che rimarrà comunque operativo con varie attività di supporto all’attuale produzione di Ghibli e Quattroporte – che si andranno ad aggiungere a Levante – non avrà nessun tipo di impatto sui livelli di occupazione complessivi della zona.

In flebile calo infine ENI (-0,27% a 11,974 euro) che ritraccia così dai top a 20 mesi toccati alla vigilia in area 12 euro. Eni è finita sotto la lente di Morgan Stanley che ha confermato la raccomandazione overweight e ha alzato il target price a 14,7 euro (in compagnia di Shell è tra le preferite del settore oil di Morgan Stanley che vede le major petrolifere europee destinate a generare alti livelli di free cash flow, ridurre il gearing in bilancio e aumentare la quota di utili da distribuire agli azionisti.





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