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© Reuters. Turismo, è ripresa lenta: numeri ancora bassi rispetto alla stagione pre Covid

Anche se non un completo flop, la stagione turistica, vitale per le economie dell’Europa meridionale, paga ancora tributo alla pandemia, anche alla luce della diffusione della variante Delta, che costringe a casa britannici e altri amanti del sole.

Il Green Pass, per viaggiare senza restrizioni, è entrato in vigore, ma gli arrivi negli hotspot turistici, dal Portogallo alla Croazia, sono destinati a rimanere ben al di sotto dei livelli normali.

Per quanto riguarda il certificato digitale, che dovrebbe favorire la ripresa dei movimenti, ventuno Stati membri, oltre a Norvegia, Islanda e Liechtenstein, hanno già iniziato a rilasciare certificati prima della scadenza odierna e cinque Paesi dell’Unione europea hanno cominciato oggi.

Come sottolineato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, “la stragrande maggioranza degli Stati membri è già collegata al sistema del Green pass ed è pronta a rilasciare e verificare i certificati. Sono già stati generati più di 200 milioni di certificati”.

In Grecia, dove l’industria dell’accoglienza costituisce un quinto dell’economia, le previsioni sulle entrate legate al turismo passano dal 50 al 40% rispetto al 2019, quando è stato registrato un record di 33 milioni di visitatori.

La Spagna è un po’ più ottimista e alza la sua stima sul numero di turisti di quest’anno a 45 milioni rispetto ai 42 che aveva previsto un mese fa.

Una nota positiva è legata ai numeri degli Stati Uniti: secondo United Airlines, le prenotazioni per l’Europa meridionale, nei prossimi 60 giorni, superano quelle dello stesso periodo nel 2019. Un dato che non colma il gap: un rapporto McKinsey di questa settimana sottolinea che una piena ripresa del turismo estero in alcuni casi non è probabile prima del 2024-2025.

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