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Il lockdown che sta fermando la produzione di Tesla non va giù a Elon Musk che va sopra le righe nella conference call post-risultati per esprimere il suo dissento. Nel frattempo il titolo Tesla vola ancora grazie alle vendite migliori del previsto nel primo trimestre 2020. Il produttore di auto elettriche ha alzato il velo sui conti relativi ai primi tre mesi dell’anno, coincisi con l’inizio del contagio a livello globale del Covid-19, registrando un profitto inaspettato.  Numeri che spingono alle stelle il titolo Tesla, arrivato a raddoppiare il proprio valore in questi primi 4 mesi del 2020.

Utile a sorpresa, analisti alzano valutazione

Nel dettaglio si segnala un utile per azione a 1,24 dollari contro una perdita di 37 centesimi per azione prevista, ricavi a 5,99 miliardi di dollari contro i 5,81 miliardi di dollari previsti e un free cash flow a -895 milioni di dollari contro la flessione di 604,4 milioni previsti. “Nel primo trimestre abbiamo raggiunto il nostro fatturato più alto di sempre per un primo trimestre stagionalmente più lento, poiché il nostro fatturato totale è cresciuto del 32%”, ha dichiarato la società. All’inizio di questo mese, Tesla ha segnalato consegne di 88.400 per il primo trimestre, con un aumento del 40% rispetto all’anno scorso, in controtendenza rispetto alla tendenza delle case automobilistiche concorrenti come Ford, General Motors e Fiat Chrysler, ciascuna delle quali ha registrato un calo delle consegne. Il prezzo medio di vendita delle auto targate Tesla è sceso nel primo trimestre, mentre la domanda si è spostata a favore dei suoi modelli come le berline Model 3 e Y. Per la model Y soprattutto, consegnata per la prima volta nel primo trimestre, è ” la prima volta nella nostra storia che un nuovo prodotto è stato redditizio nel suo trimestre di adattamento”, ha detto Tesla.
Prima dell’epidemia di coronavirus, la società di Paolo Alto aveva stimato consegne annuali oltre le 500.000 unità, ma poi molti analisti hanno ipotizzato che, visti gli sviluppi del coronavirus in tutto il mondo, le aspettative avrebbero dovuto essere ridotte.

Tra gli analisti fioccano le revisioni al rialzo delle valutazioni con Piper Sandler che indica ora 939$ dagli 819$ precedenti (rating overweight), mentre Credit Suisse conferma neutral ma il target price balza da 580 a 700$. Morgan Stanley è più cauta con tp a 440 $ e si aspetta che la società bruci molti contanti nel secondo trimestre anche se “non molti investitori dubiteranno della sua solidità finanziaria”.

Titolo inarrestabile, mkt cap a confronto con colossi auto tradizionali

Il titolo Tesla ha aperto in gran rialzo spingendosi fino a 869 dollari (massimo storico è di $ 917,42 del 19 febbraio). Dai minimi del 18 marzo a 361$ il balzo è addirittura di +122%.
Ad oggi Tesla capitalizza 160 miliardi di dollari, ossia più della somma di Volkswagen (marchi Volkswagen, Lamborghini, Audi, Bentley, Porsche), BMW (Bmw, Mini), PSA (Peugeot, Citroën, DS, Opel e Vauxhall Motors) e FCA (Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Lancia, Jeep, Maserati e Ram) messe insieme. Nel dettaglio vale ormai più di due volte VW (che capitalizza 75 mld $) e oltre 11 volte FCA (14 mld $). 

Musk: lockdown è fascista

In merito proprio al coronavirus, fanno discutere le parole di Elon Musk che in una conference call spara a zero contro la gestione dell’emergenza sanitaria definendo il lockdown ”fascista” e le misure per arginare la diffusione del coronavirus equivalgono a “imprigionare le persone nelle proprie case”. “Direi che le persone sono state imprigionate contro la propria volontà nelle loro case” afferma Musk che continua “i diritti individuali vengono calpestati in maniera orribile ed errata, non è per questo che le persone sono venute in America e hanno costruito questo paese. E’ una vergogna. Ridate alla gente la loro libertà”.
Furia di Musk dettata dall’ordinanza che costringe Tesla a tenere chiusa la fabbrica a San Francisco Bay Area; la chiusura perdura dal 23 marzo e tale ordinanza è stata estesa fino alla fine di maggio. Tesla ha solo due fabbriche operative, quella della Bay Area e quella di Shanghai.
Alle prole dell’istrionico Musk si contrappongono a quelle di Mark Zuckerberg, numero uno di Facebook. “Rimango molto preoccupato che questa emergenza sanitaria e le ricadute economiche dureranno più a lungo di quanto la gente attualmente si aspetta. Ci sono molti costi sociali derivanti dalle attuali restrizioni ma temo che la riapertura di alcuni luoghi troppo velocemente prima che i tassi di infezione siano stati ridotti a livelli molto bassi garantirà quasi certamente future epidemie e ipeggiori risultati sanitari ed economici a lungo termine” ha detto Zuckerberg.





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