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(ANSA) – ROMA, 05 GIU – Mps può farcela senza ricorrere allo
‘spezzatino’ delle sue attività ma la Ue deve essere veloce nel
dare il parere sul rafforzamento patrimoniale e sul piano
strategico 2021-2025 che tuttavia, “va nella direzione
sbagliata” non contando sui punti di forza “della qualità degli
attivi” e sull’avvenuta riduzione dei costi operativi. E’ quanto
emerge da un’analisi del sindacato bancario First Cisl sui conti
della banca senese e sul piano industriale. Il sindacato punta
il dito contro la lentezza della DgComp di Bruxelles che ”
impedisce di fatto alla banca di programmare il futuro,
nonostante vi siano oggi le condizioni per il rilancio” e
giudica negativamente il piano industriale, sbilanciato verso
una ulteriore riduzione di occupazione e filiali, sul taglio e 2
su un aumento insostenibile delle commissioni derivanti da
overperformance nel
risparmio gestito” a fronte di un ulteriore calo dei crediti
alla clientela.
   
Per il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani
“alla banca serve capitale per erogare credito alle imprese,
unica strada per la crescita sostenibile dei ricavi. È di
fondamentale importanza anche risolvere il problema dei rischi
legali al fine di liberare patrimonio per accrescere i prestiti
e di conseguenza il margine di interesse. Su questo punto serve
una soluzione politica. La mole del contenzioso rende di fatto
poco percorribile
la privatizzazione. Il disegno dello spezzatino finirebbe per
smembrare e porre fine alla storia della banca più antica del
mondo”. (ANSA).
   

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