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La crisi economica che di settimana in settimana avanza nel nostro Paese getta nello sconforto i possessori di seconde e terze case. Mercato immobiliare in picchiata: si prevede cattivo tempo, e le stime “da paura” prendono forma col passare dei giorni. Per molti risparmiatori italiani il mattone ha sempre rappresentato un punto d’approdo da cui far partire “il sogno della rendita”. Ossia investiva 100/200mila euro dei suoi risparmi in un appartamento da mettere fruttare con gli affitti .

In più era sicuro che lo stesso si accresceva di valore – in gergo: si rivalutava – per almeno due motivi: 1) il mercato immobiliare “tirava”, 2) per l’inflazione. A fare una metafora, gli immobili erano una sorta di certificati cash collect. Le pigioni stavano al posto delle cedole e il prezzo di vendita finale costituiva una sorta di protezione del capitale con soglia maggiore del 100%. Da anni ormai questi 2 fattori non ci sono più: 1) la popolazione aumenta solo nelle città; 2) l’inflazione è in via d’estinzione. Il coronavirus di questo inizio 2020 costituisce infine la ciliegina sulla torta.

Le vendite crolleranno

Se fino a metà febbraio il mercato ha percorso il suo sentiero, da adesso a fine anno la situazione sarà inevitabilmente diversa. Mercato immobiliare in picchiata: si prevede cattivo tempo. Almeno grigio. Gli addetti ai lavori parlano di circa 50-100mila case in meno vendute per quest’anno rispetto alle 600mila stimate in precedenza. In percentuale, un crollo tra il 10 e il 20%, non per mancanza di offerta ma perché sarà la domanda a latitare. Adesso il mercato è fermo perché le agenzie immobiliari e gli uffici della burocrazia sono chiusi.

Pratiche in sospeso

Ma “al risveglio” si chiuderanno le pratiche lasciate in sospeso, poi per il resto le compravendite e gli affitti non partiranno in quarta. I possibili motivi saranno da ricercarsi tra i seguenti:

  • chi ha capitali da investire verosimilmente si guarderà attorno a 360° per cercare le migliori opportunità sul mercato. Molti strumenti finanziari – tipo le azioni, gli indici, le materie prime – sono a dir poco a prezzi da saldo. Una parte di tali ricchezze saranno quindi dirottate verso opportunità “migliori”.
  • Chi non dispone di grandi capitali sono di norma i giovani (in coppia o single) o chi da poco ha abbracciato il mondo del lavoro. O chi in generale non ha contratti di lavoro “forti” e quindi più vulnerabili.
  • Saranno loro, ovviamente, a patire di più della crisi: le loro buste paghe o le loro occupazioni saranno in parte messe in discussione. E a cascata rimanderanno a tempi migliori ogni forma di impegno vincolante e a lungo termine, come un mutuo .
  • Il discorso non va meglio per chi intende affittare: quanta gente a giugno o luglio o ad agosto potrà permettersi casa autonoma sin da subito? E che dire degli affitti brevi nelle città d’arte o turistiche in generale? Per carità, il mercato non sparirà. Ma sarà più sottile, con più scelta a disposizione. E sicuramente chiederà prezzi “scontati”.

Che fare?

Per chi possiede immobili da mettere a rendita è opportuno fare il punto della situazione e capire il da farsi. Mercato immobiliare in picchiata: si prevede cattivo tempo infatti. Occorre mettere in preventivo che i prezzi scenderanno, questo è inevitabile almeno per le città e/o le aree “poco domandate”. Tanto per l’affitto che per le vendite. Che fare? Non esiste risposta univoca, ma l’alternativa oscillerà sarà tra un prezzo minore oggi (e incassare) o sperare e rimandare al futuro. Pagando però nel frattempo i tanti costi che di norma gravano su un immobile.



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