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I mercati viaggiano spediti verso il picco, ma nel medio periodo il trend rimane favorevole e quindi da sfruttare. Nell’azionario, l’Europa sembra offrire occasioni migliori rispetto agli Stati Uniti. Sulle obbligazioni, l’incertezza dei tassi suggerisce molta cautela. Tra le valute, bisogna vagliare delle alternative al dollaro, a rischio deprezzamento. Un’eventualità che potrebbe giovare alle materie prime, quotate proprio nella valuta americana e quindi scambiabili a prezzi più alti. L’analisi emerge dall’Outlook Mensile di Allianz Global Investors.

Un picco a quattro facce

I mercati finanziari, come anticipato, stanno accelerando e all’orizzonte si intravede un picco a quattro facce. Il primo picco atteso è quello delle dinamiche di crescita: nel quadro del boom post-pandemia, dalla scorsa primavera diversi dati economici, evidenziano livelli record. Ci si aspetta una crescita ancora solida e superiore al trend degli ultimi anni, ma è probabile un progressivo rallentamento. Il secondo è quello degli stimoli: più decisa è la ripresa economica, più elevate sono le probabilità che gli stimoli fiscali e monetari vengano messi in discussione. Canada e Regno Unito hanno ridotto i programmi di acquisti di asset, mentre Brasile e Turchia hanno già alzato i tassi (e anche la Fed, ha lasciato intendere che valuterà dei cambi di politica).  Il terzo, quello dell’inflazione: in continuo aumento negli ultimi mesi, con le impennate dei prezzi sostenute dalle riaperture, è previsto che vada incontro a un progressivo rallentamento. Il quarto, quello dell’ottimismo: i tassi minimi e l’ampia liquidità, hanno nutrito la propensione al rischio degli investitori. La flessione dei prezzi in alcuni comparti sta a dimostrare come anche qui si vada verso una frenata dopo il raggiungimento del punto massimo.

Le strategie da adottare

In questo contesto così articolato, però, le previsioni restano favorevoli nel medio periodo. Nell’azionario, le prospettive dovrebbero confermarsi positive poiché, anche in caso di rallentamento, nel secondo semestre la crescita resterà probabilmente superiore al livello tendenziale. Sulle principali borse mondiali si viaggia a un regime di metà ciclo. A livello di area geografica, nelle prossime settimane l’Europa potrebbe distinguersi in positivo: il picco della crescita economica è atteso più tardi rispetto agli USA. Sul fronte obbligazionario, la parola d’ordine è cautela. Di recente si è registrata una certa instabilità, in particolare sul mercato americano. In Europa prevale un clima di calma apparente, mentre a livello globale le divergenze nella politica monetaria appaiono sempre più nette. Sulle valute, la maggiore propensione al rischio e l’accelerazione della crescita globale prospettano un nuovo lieve deprezzamento del dollaro USA. In tale contesto appare giustificato un posizionamento più selettivo relativamente ad un calo del dollaro USA, ad esempio rispetto al dollaro australiano, al dollaro canadese o alla corona norvegese. Da preferire tra gli emergenti il peso messicano e il rublo russo. Infine, le materie prime. Qui c’è da segnalare un trend di crescita interessante del petrolio, mentre l’oro potrebbe subire gli effetti negativi dovuti al rialzo dei rendimenti reali. In linea generale, il deprezzamento dell‘USD di norma sostiene le materie prime, che sono quotate in dollari e quindi vengono scambiate a prezzi più elevati.





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