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(Teleborsa) – Dalla riunione della BCE in programma il 10 giugno non usciranno mutamenti significativi nella politica monetaria della Banca centrale europea, ma il meeting è comunque atteso dagli investitori per due motivi principali: le nuove previsioni economiche, compresa l’analisi dell’inflazione, e la decisione sul se rivedere l’incremento del ritmo degli acquisti del programma anti-pandemico PEPP annunciato ad aprile. Sul primo punto, il consensus sembra essere che l’obiettivo di un’inflazione “inferiore ma vicina al 2%” non verrà segnalato come probabile nelle stime al 2023 della BCE.

“Le prospettive relative alla pandemia sono ancora fragili, con la minaccia di varianti più contagiose che potrebbero consentire solo un’uscita graduale dalle restrizioni – commenta Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors – Di conseguenza, è probabile che le colombe prevalgano sui falchi con l’estensione di un ritmo di acquisto significativamente più elevato per i prossimi tre mesi. Il tapering non sembra essere tra le prospettive da considerare”.

Nemmeno Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud Asset Management, si aspetta novità sulla politica monetaria, ma osserverà eventuali mutamenti negli acquisti effettuati tramite il PEPP. “Attualmente, la BCE sta acquistando 80 miliardi di euro al mese a seguito alla riunione di marzo in cui la presidente Lagarde aveva parlato di un aumento significativo degli acquisti di bond – spiega – Precedentemente gli acquisti ammontavano a 60 miliardi di euro. Ci aspettiamo che la BCE mantenga il ritmo attuale degli acquisti di asset, in linea con l’intenzione di mantenere condizioni di finanziamento favorevoli“.

C’è chi non si aspetta grandi novità dal meeting della BCE anche perchè la Federal Reserve non ha segnalato mutamenti alla sua politica monetaria. “Crediamo che la BCE non contemplerà il tapering prima della FED. La FED non comincerà a discuterne fino al suo simposio economico di Jackson Hole in agosto, con la potenziale prospettiva di iniziare il taper nel 2022″, commenta Mondher Bettaieb-Loriot, Head of Corporate Bonds di Vontobel. “Tuttavia, anche se fosse il momento giusto per iniziare a discutere del tapering ora, la rimozione degli acquisti non sarebbe necessariamente vista come un inasprimento della politica, poiché la BCE probabilmente adatterà il suo programma di acquisto di asset (APP) allo stesso tempo, aumentando la flessibilità dell’APP”, aggiunge Bettaieb-Loriot.

L’attenzione sarà poi rivolta alle stime aggiornate della BCE, in particolare sulla crescita e sull’inflazione. “Ci aspettiamo un equilibrio più stabile tra il rischio di crescita ed inflazione nel breve termine. Tuttavia, lo scenario di medio termine confermerà un’inflazione probabilmente ben al di sotto dei target e l’output gap si restringerà a un ritmo molto lento – osserva Annalisa Piazza, Fixed-Income Research Analyst di MFS IM – Pertanto, condizioni di finanziamento più rigide non sarebbero favorevoli nell’attuale congiuntura, perché rischiano di accelerare la chiusura dell’output gap, pre-condizione per l’aumento delle pressioni inflazionistiche sottostanti nel medio termine”.





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