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In questo articolo ti svelerò l’investimento SEGRETO per proteggerti (ed approfittare) dell’inflazione.

Poiché l’inflazione su base annua probabilmente rallenterà dal picco di maggio/giugno nel terzo trimestre, la storia dell’inflazione che è solo transitoria prenderà piede nel terzo trimestre. Il fatto che sarà *effettivamente* transitoria dipenderà in parte significativa da ciò che accadrà con ulteriori stimoli fiscali, nonché da prezzi dell’energia, affitti e salari.

E, la domanda per i mercati questa settimana era: l’inflazione è transitoria? I mercati hanno detto di sì. Noi diciamo di no: è autosufficiente. Il mercato sembra accettare la convinzione della Fed, ma quello che ci stupisce è che da nessuna parte nelle ricerche pro-transitorie c’è qualche menzione dell’esplosione dell’offerta di moneta M2.

Viene esclusa completamente qualsiasi menzione di anormalizzazione della velocità del denaro.

Anche per tornare semplicemente alla sua precedente pendenza negativa, la velocità deve aumentare. Questa si chiama inflazione. Anche se la produttività aumenta, non può raggiungere l’aumento di M2 e nemmeno l’aumento della velocità del denaro.

L’inflazione può essere causata da diversi fattori politici e psicologi, ma il fattore principale si riconduce all’aumento dell’offerta di moneta ed al contemporaneo aumento della velocità del denaro rispetto all’offerta produttiva di beni e servizi nell’economia. In opposizione a ciò, la deflazione deriva dal progresso tecnologico e dal miglioramento della produttività, da livelli di debito eccessivi che limitano la spesa dei consumatori e da un’eccessiva offerta di offerta di beni e servizi rispetto sia alla domanda che alla quantità di moneta presente nel sistema (Mises, 1912).

Alcuni studiosi sostengono che per assistere ad un’inflazione elevata sia necessaria un’elevata velocità del denaro, ma ciò non è sempre vero. Gli anni ’40 hanno avuto solo un breve picco nella velocità del denaro, ma in quel decennio la valuta ha perso un terzo del suo potere d’acquisto a causa di livelli elevati di inflazione. Negli anni ’70 la velocità della circolazione della moneta è rimasta relativamente piatta, ma l’inflazione negli Stati Uniti è invece stata molto elevata. Gli anni ’90 hanno avuto una forte rimbalzo della velocità del denaro fino ai massimi pluridecennali, ma bassa inflazione. In effetti, la velocità finisce per essere un indicatore coincidente (Rasche, 1987).

(Hoisington Investment Management)

La riapertura dell’economia globale più l’esplosione di M2 causerà inflazione a lungo termine. Mentre il costo del cibo è ignorato dalla Fed, non è ignorato dal consumatore.

La ricerca dell’Università di Chicago ci indica che l’inflazione alimentare per il consumatore americano è ciò a cui i consumatori guardano per la definizione di inflazione. La logica impone che questo stia plasmando le aspettative future per una maggiore inflazione. Secondo il dogma della Fed, dovrebbe essere inflazionistico.

Inoltre, guardiamo al mercato del lavoro. I recenti aumenti salariali verranno annullati? Non ci scommetteremmo. C’è un cambiamento generazionale nel potere del costo del lavoro che la leadership democratica e repubblicana sono entrambe felici di vedere.

E non dimentichiamo quello che fa notare Jim Reid di Deutsche Bank (DE:): se il decennale rende 1,5% e il CPI è 5%, i tassi sono negativi per il 3,5%, il valore più basso dal 1980. Infatti, negli ultimi 70 anni, ci sono stati solo 10 mesi in cui i tassi sono stati più negativi.

Questo è pro-inflazione. Perché? Perché se i tassi reali sono negativi, sei effettivamente pagato per comprare beni materiali e beni durevoli ora. Se la cosa va avanti abbastanza a lungo, i consumatori cominceranno ad accumulare. Il mercato del lavoro è tornato. Il consumatore è tornato. L’unica cosa che sta andando “to the moon” non è il dogecoin, è M2 (offerta di moneta). L’inflazione è sostenibile (non transitoria).

Recentemente, nella sua lettera di Giugno, il fondo Crescat Capital con la quale siamo a contatto, ha riassunto in alcuni punti principali la tesi che propende all’inflazione per il lungo termine:

  • 3,9 trilioni di dollari aggiunti al bilancio della Fed da gennaio 2020.
  • La continua necessità da parte dei responsabili politici di sopprimere i tassi di interesse e consentire al governo di incrementare i deficit fiscali accumulando importi record di debito, ora al 140% del PIL.
  • Il più grande trasferimento di ricchezza dal governo alle persone nella storia, con il patrimonio netto per le famiglie statunitensi, incluso il 50% più povero, che è aumentato drasticamente.
  • Oltre 10 anni di sottoinvestimenti nelle industrie delle risorse naturali.
  • 3 trilioni di dollari di risparmi personali accumulati.
  • La mancanza di alternative di investimento che rendono più delle aspettative di inflazione, costringendo gli investitori a guardare a beni tangibili storicamente economici, facendo salire i prezzi delle materie prime.
  • Politiche monetarie espansive.
  • Una chiara tendenza alla deglobalizzazione
  • Il probabile inizio di un movimento al rialzo delle materie prime da livelli di prezzo vicini ai minimi storici.
  • L’esitazione dei principali produttori di energia e metalli a ricostituire le proprie riserve attraverso nuovi progetti di esplorazione che creano implicazioni a lungo termine nell’approvvigionamento di materie prime.
  • L’aumento di popolarità della New Green Agenda e dei principi ESG che limitano l’esplorazione e la produzione di determinate materie prime.
  • La volontà dei responsabili politici di superare i propri obiettivi di inflazione con programmi estremamente stimolanti.
  • Le aziende sono sottoposte a pressioni per aumentare salari e stipendi per attirare i lavoratori a tornare nel mercato del lavoro.

Un’aspetto molto importante che ha permesso nel periodo 2010-20 all’inflazione di rimanere relativamente bassa è stato un mercato del lavoro impotente e nessuna pressione salariale, il che ha invalidato la Curva di Phillips.
In macroeconomia, la curva di Phillips è una relazione inversa tra il tasso di inflazione e il tasso di disoccupazione. Essa sostiene che un aumento della disoccupazione risulta correlato ad un relativo decremento del saggio dei prezzi ovvero della domanda aggregata.

Il basso livello di disoccupazione aumenta il potere negoziale dei lavoratori, permettendogli di chiedere maggiori salari nominali. Per proteggere i profitti, i datori di lavoro alzano di conseguenza i prezzi, per cui una bassa disoccupazione causa inflazione.

Una delle caratteristiche della moderna economia industriale è però quella che i lavoratori non incontrano i datori di lavoro in un mercato perfetto di concorrenza perfetta, ma operano in una combinazione complessa di mercati imperfetti, monopoli, monopsoni, con la presenza di sindacati, e altre istituzioni. In numerosi casi, possono non avere la forza di negoziazione per “agire” in base a quelle che sono le loro aspettative, così come è stato nel periodo 2010-2020, dove non c’è stata nessuna pressione salariale.

Il reddito di base universale (UBI (MI:)) (Un reddito di base universale (UBI) sarebbe un pagamento mensile in contanti incondizionato recevuto da tutti, indipendentemente dall’età, dal reddito o dall’occupazione, per coprire i costi di base della vita e consentire a tutti di esser parte della società) cambia tutto ciò? Diciamo di sì. Soprattutto negli USA negli ultimi 18 mesi ci sono stati grandi sussidi, il che dà più potere ai lavoratori, nel 2010-2020 le società non erano in competizione con l’UBI. E’ difficile incentivare le persone a lavorare se possono essere pagate per non fare nulla.

Le aspettative di inflazione negli Stati Uniti hanno rotto il canale rialzista e sono tornate al punto in cui si trovavano all’inizio di marzo. Tuttavia, continuiamo ad aspettarci un’inflazione più elevata a lungo termine.
Europa, India e gran parte dell’Asia devono ancora riaprire completamente, mentre gli Stati Uniti stanno per presentare una proposta sulle infrastrutture da 3 trilioni di dollari nei prossimi mesi.
Le obbligazioni si stanno riprendendo dopo una Fed relativamente aggressiva, il diffondersi della variante Covid e le continue critiche della Cina nei confronti dei prezzi troppo alti delle materie prime. Tuttavia, questi fattori saranno ampiamente controbilanciati da una riapertura dell’economia globale unita a enormi programmi di spesa fiscale nel secondo semestre del 2021.

La nostra aspettativa principale continua a essere la sovraperformance del settore value (specialmente se i rendimenti dei Treasury aumentano leggermente nel terzo trimestre), ma ci piace anche selezionare titoli in crescita nel mix di portafoglio come chi è nello ZoomProfit Club (il nostro servizio di ricerca in cui ognuno può vedere il nostro portafoglio di azioni ad elevatissimo potenziale) può vedere.

Negli ultimi 10 anni, in periodi con rendimenti in aumento, il lato value ha sovraperformato.

Lascia un commento qui sotto facendomi sapere cosa ne pensi.





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