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L’inflazione negli Stati Uniti ha messo a segno un ulteriore passo in avanti il mese scorso ed è rimasta al suo tasso più alto in oltre un decennio, con aumenti dei prezzi dovuti alla carenza di manodopera e materiali legati alla pandemia che si sono diffusi nell’economia.

Il Dipartimento del Lavoro ha affermato che l’indice dei prezzi al consumo del mese scorso, che misura ciò che i consumatori pagano per beni e servizi, è aumentato del 5,4% rispetto all’anno precedente. È lo stesso tasso di giugno e luglio alla riapertura dell’economia e leggermente superiore a quello di agosto. Il cosiddetto indice dei prezzi core, che esclude le categorie spesso volatili di cibo ed energia, a settembre è salito del 4% rispetto a un anno prima, lo stesso tasso di agosto.
Su base mensile, l’IPC è aumentato dello 0,4% destagionalizzato a settembre (da agosto), più velocemente rispetto ad agosto, quando era aumentato dello 0,3%.

Mercati
I prezzi delle azioni e delle obbligazioni di Wall Street sono saliti mercoledì nonostante i dati e la Federal Reserve abbia pubblicato ulteriori dettagli sui suoi piani per iniziare ad allentare gli acquisti di asset.

L’indice è aumentato dello 0,3%, nonostante sia sceso di circa il 4% dal record raggiunto all’inizio di settembre. L’indice è salito dello 0,7 per cento. In Europa, anche lo Stoxx 600 ha chiuso in rialzo dello 0,7 per cento.

Il rendimento del titolo del Tesoro di riferimento a 10 anni, è scivolato per il secondo giorno consecutivo dopo aver toccato un massimo a quattro mesi all’inizio della settimana. È sceso di 0,04 punti percentuali all’1,54%. 

Mercati quindi che sembrano “digerire” bene i dati Macro, confortati infine dalle Trimestrali USA in arrivo: ieri bene BlackRock (NYSE:) e JPMorgan. Ulteriore focus oggi BofA, Morgan Stanley (NYSE:) e Citigroup (NYSE:).  

 





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