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La notizia del rinvio della quotazione della controllata negli Stati Uniti ha bruciato i guadagni di marzo ma su Leonardo SpA (MI:) continuano i giudizi positivi

Non si arresta il trend rialzista degli indici, in un mercato ormai definibile ‘liquidity driven’ e spinto dall’euforia che in questi ultimi periodi risulta ai massimi livelli. Aprile è inoltre storicamente uno dei mesi più performanti dell’anno e la stagionalità porta beneficio a molti titoli che, anche dopo aver corso dai minimi, hanno ancora spazio di crescita nei prossimi mesi. Una delle aziende che oggi offre ottime prospettive in termini di innovazione, e quindi di interesse da parte degli investitori, è Leonardo, la quale, grazie anche all’attenzione crescente per il comparto aerospaziale, è divenuta un fiore all’occhiello del nostro mercato. Il recente rinvio dell’IPO della controllata americana ha causato una forte discesa del 10% circa, invalidando tutto il rialzo effettuato nel mese di marzo. Graficamente, il gap lasciato aperto si sta per chiudere e ciò potrà dare ulteriore fiducia a coloro che, anche a seguito del crollo, hanno mantenuto i nervi saldi e tenuto interamente la posizione. I 7,30 euro di quotazione rappresentano un primo prezzo target e, una volta recuperati, il riaggancio del massimo a 8 euro è nel mirino.

Fonte Bloomberg

Sfruttando la gamma di certificati messi a disposizione dall’emittente UniCredit (MI:) (MI:CRDI), segnaliamo la possibilità di apertura di una posizione lunga (ISIN: DE000HV4H2W4) che permette di partecipare con una leva di circa 2 volte la lineare. La struttura presenta lo stop loss intrinseco sulla posizione a 3,67 euro, pertanto il raggiungimento di tale livello provocherebbe l’azzeramento del prodotto. Il target di movimento può essere rappresentato dal livello degli 8 euro, dal quale è partito il recente storno. Al momento l’acquisto del Turbo è possibile a un prezzo di 3,61 euro. Qualora si andasse incontro a ulteriori discese, è consigliabile mettere uno stop loss personale nel caso in cui il titolo rompa il minimo posto a 6.50 euro.

Si ricorda che utilizzando leve maggiori, si avrà una maggiore oscillazione dei prezzi ma anche un minor esborso di capitale. E’ sempre opportuno fare riferimento al capitale che si intende controllare, anziché a quello investito realmente: ipotizzando, a titolo di esempio, di voler controllare 10.000 euro, si investiranno 1000 euro con Turbo a Leva 10 e 2500 con Turbo a leva 4. Il risultato operativo dell’investimento sarà tuttavia il medesimo a fronte, sempre a titolo di esempio, di una variazione positiva o negativa dell’1%.

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