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Le mafie sono il nemico peggiore per l’Italia che deve affrontare l’uscita dalla crisi sanitaria ed economica e potrebbero avvantaggiarsene nelle situazioni di maggiore difficoltà, inserendosi in quei settori che lo Stato non riesce a tutelare e proteggere.

L’Osservatorio Coronavirus SWG-Area Studi Legacoop testimonia quanto sia elevata la preoccupazione legata al fenomeno delle infiltrazioni e rimanda alla questione che riguarda le scarcerazioni e le preoccupazioni dell’Antimafia.

Secondo il sondaggio, le mafie sono il nemico peggiore per il 46% degli intervistati (dato invariato rispetto a 7 anni fa), seguite, nelle prime posizioni, dagli evasori fiscali (36%, 11 punti in meno), dalle persone incivili (27%, 11 punti in più), dai politici (24%, 8 punti in meno) e dalle banche (20%, 11 punti in meno). Altissima (81%) la percentuale di chi pensa che la criminalità organizzata potrebbe avvantaggiarsi della crisi, inserendosi nei settori che lo Stato non riesce a tutelare e proteggere.

“L’opinione pubblica italiana è molto consapevole che questa emergenza sanitaria mette il dito nella piaga delle contraddizioni di questo paese” – ha commentato Mauro Lusetti, presidente di Legacoop, in una nota – “è chiaro a tutti che la crisi economica apre spazi di manovra che la criminalità organizzata cercherà di sfruttare. Le istituzioni e le forze economiche e sociali non solamente devono collaborare e vigilare perché questo non accada, ma devono anche trovare il modo di mobilitare le forze migliori di questo paese, il senso civico, la generosità, l’orgoglio nazionale che, nonostante tutto, è così presente nella società. È un momento di paura per il futuro, ma anche di grandi speranze che le classi dirigenti di questo paese hanno la responsabilità di non deludere”.

Il sondaggio comprendeva, inoltre, una domanda relativa al ruolo dello Stato a sostegno di cittadini e imprese. Agli intervistati è stato chiesto se, a loro giudizio, sarebbe preferibile che lo Stato sostenesse cittadini e imprese erogando bonus/voucher monetari oppure creando e potenziando servizi. Il 49% si è espresso a favore dei servizi, il 36% a favore dei bonus (il 16% non si pronuncia).

A chi ha detto di preferire i servizi, è stato poi chiesto (con la possibilità di tre risposte) se lo Stato dovrebbe provvedere in tal senso da solo o in collaborazione con altri enti. Il 30% ha indicato l’opportunità di collaborare con il volontariato, il 27% con il Terzo Settore, il 25% con le cooperative. La percentuale di chi ritiene che l’erogazione dei servizi debba essere esclusivamente in capo allo Stato è del 24%, pari a quella dei favorevoli ad un coinvolgimento delle imprese private e del privato sociale.



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