fbpx

[ad_1]

Riferendoci al mese di novembre per le famiglie italiane  c’è da sorridere, meno per le banche. Il guadagno di queste ultime si erode quando lo spread è basso. Il margine tra tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie resta a livelli particolarmente bassi per la fortuna di chi continua a stringere la cinghia. Siamo lontani dal 2007 quando toccava a 335 in piena crisi finanziaria.

Come conserviamo i soldi

Per chi ha soldi continua a tenerli fermi sul conto corrente senza investirli e né spenderli. Una volta questa pratica si faceva mettendo i soldi sotto al materasso, oggi la liquidità disponibile che a novembre ha toccato 1.577,3 miliardi di euro sono accantonati in conto corrente o conto deposito.

Con le obbligazioni, invece si hanno ulteriori 240 miliardi fermi. L’incertezza nel futuro genera paura negli italiani che preferiscono conservare in vista chissà di quale disgrazia.

Abi fa le pulci

L’Associazione bancaria italiana ha verificato che su conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine sono aumentati i depositi di oltre 116 miliardi di euro rispetto a un anno prima.

Prestiti a famiglie italiane e imprese

I prestiti a famiglie e imprese sono stabili rispetto ai dati in possesso al 30 novembre su stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia. Sono compresi i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni. Aumentano invece i mutui con una crescita intorno al 2,5%. A novembre i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento si attestano sui minimi storici.

Si soffre meno

Le sofferenze bancarie sono in calo: dai 38,3 miliardi di un anno fa, calcolata ad ottobre, si è passati a quest’anno intorno ai 31,4 miliardi. Se vogliamo allargare il raggio, facendo un confronto tra ottobre 2019 e ottobre 2017 si nota che le sofferenze bancarie sono diminuite del 52%.

[ad_2]

Source link

REGISTRATI ORA
%d bloggers like this: