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MILANO – Ore 10:15. Andamento cauto sui mercati occidentali, dopo la giornata altalenante in Asia: Milano guadagna lo 0,25% in una giornata caratterizzata dal nuovo piano di Unicredit. Poco mosse le altre: Londra sale dello 0,05%, Francoforte cede lo 0,01% mentre Parigi sale dello 0,19%.

L’attenzione degli investitori è concentrata oggi sulla lettura delle richieste di sussidi per la disoccupazione negli Usa, mentre le dinamiche di fondo restano le stesse delle ultime sedute. Da una parte, infatti, preoccupa la variante Omicron che ha portato a qualche correzione degli indici nelle ultime giornate; d’altra parte ci sono segnali di forza della ripresa e la crescente certezza che i vaccini siano uno scudo efficace contro la nuova mutazione del virus. Sullo sfondo restano le Banche centrali e l’attesa per il loro ritiro dalla presenza massiccia sul mercato. Sui mercati prevale infatti la cautela in vista dei dati sull’inflazione Usa che saranno diffusi domani. L’attenzione degli investitori è rivolta alla riunione della Federal Reserve che la prossima settimana potrebbe già fornire indicazioni sui tempi del rialzo dei tassi di interesse.

La Borsa di Tokyo termina le contrattazioni in negativo, con gli investitori che fanno scattare le prese di profitto dopo i recenti rialzi, e in attesa di ulteriori sviluppi dalle misure di contenimento della nuova variante Omicron del coronavirus a livello globale. L’indice di riferimento Nikkei fa segnare una variazione negativa dello 0,47% a quota 28.725.47, e una perdita di 135 punti. Sul fronte dei cambi lo yen si è andato svalutando leggermente sul dollaro, a 113,70, e sull’euro a un livello di 128,70. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha finito la giornata in rialzo dell’1,1% mentre Shanghai ha guadagnato l’1% e Seul lo 0,93%. Seduta positiva per questi ultimi, dunque, nonostante Fitch abbia declassato a “RD” (Restricted Default), da “C”, il rating sulla valuta estera a lungo termine (IDR) del colosso immobiliare China Evergrande Group e delle sue sussidiarie, Hengda Real Estate Group Co., Ltd e Tianji Holding Limited. Il declassamento – scrive l’agenzia di rating in una nota – riflette il mancato pagamento delle cedole in scadenza il 6 novembre 2021 per le obbligazioni di Tianji dopo la scadenza del periodo di tolleranza il 6 dicembre.

Tra i dati macro di giornata si rileva che i prezzi al consumo in Cina sono cresciuti del 2,3% a novembre, su base annua, al di sotto di un’attesa del +2,5%, ma in rialzo rispetto al +1,5% di ottobre.

L’euro apre poco mosso sopra quota 1,13 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1333 dollari e a 128,79 yen. Dollaro/yen a 113,63.

Prezzi del petrolio in rialzo sui mercati asiatici. I future sul greggio Wti guadagnano lo 0,95% a 73,06 dollari al barile mentre quelli sul Brent salgono dello 0,69% a 76,34 dollari al barile. Sul mercato si è attenuata la preoccupazione che la variante del coronavirus Omicron possa avere un effetto pesante sulla crescita economica globale e sulla domanda di carburante.

 



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