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MILANO – Ripartenza debole per le Borse europee nonostante il triplice record messo a segno da Wall Street ieri, con Nasdaq, Dow Jones e S&P 500 che hanno  migliorato ancora il proprio massimo. L’attesa sui mercati è per il dato sull’inflazione Usa a giugno che verrà comunicato questo pomeriggio dopo il robusto +5% segnato nel mese di maggio su base annuale. Di allarme crescita dei prezzi e non solo dovrebbe poi parlare anche il presidente della Fed, il cui doppio intervento è atteso al Congresso mercoledì e giovedì. I fari degli operatori sono puntati anche sul via delle stagione delle grandi trimestrali negli Usa: ad alzare il velo sui propri conti oggi saranno JpMorgan e Goldman Sachs.

Positivo il comparto asiatico che beneficia del balzo dell’export cinese, cresciuto del 32,2% a giugno, portando il surplus commerciale a 51,53 miliardi, ben oltre i 44,2 miliardi attesi. Chiusura a segno più anche per Tokyo, con il Nikkei che ha concluso gli scambi a +0,52%.

Tra le valute, l’euro apre in lieve rialzo a 1,1864 dollari dall’1,1852 di ieri. Sullo yen, la moneta unica passa di mano a 130,89 mentre il dollaro nei confronti della divisa asiatica è a quota 110,38. Resta ancora stabile lo spread: il differenziale si posizione a 103,4 punti base, rispetto ai 103,3 punti di ieri, con il rendimento del decennale italiano allo 0,73%.

Quotazioni del petrolio in rialzo in mattinata: il greggio Wti è quotato 74,26 dollari al barile e segna un progresso dello 0,22% mentre il Brent avanza dello 0,19% a 75,30 dollari al barile.

 

 

 

 

 

 

 



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