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MILANO – I listini europei iniziano la settimana nel nome della cautela, dopo la buona seduta in Asia: sullo sfondo restano le forti preoccupazioni per il tema del caro-energia che rischia di far crescere l’inflazione oltre i livelli di tolleranza delle Banche centrali e rappresentare un forte ostacolo alla ripresa globale. Timori alimentati anche dalla corsa del petrolio, con le quotazioni che restano sopra la soglia degli 80 dollari: il Wti si porta per la precisione a 80,8 dollari, confermando i livelli più alti dal 2014 raggiunti venerdì, mentre il Brent sale a 83,5. In Cina, complici le alluvioni che hanno portato strage e la chiusura delle miniere, i future sul carbone sono a nuovi massimi.

Milano avvia le contrattazioni in calo dello 0,2%, puntellata comunque dal comparto petrolifero. In calo anche Francoforte (-0,4%) e Parigi (-0,25%) mentre Londra tiene meglio sulla parità. Su Piazza Affari si mette in evidenza Seco, che scatta in avanti dopo che il gruppo stamattina ha annunciato un’acquisizione da 180 milioni in Germania. Il gruppo specializzato nell’internet delle cose e nell’intelligenza artificiale prevede la nascita di una realtà in grado di generare ricavi per 180 milioni di euro e un margine operativo lordo rettificato di oltre 40 milioni entro il 2022.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha accelerato sul finale di contrattazioni concludendo la prima seduta della settimana in rialzo, sostenuta dalla debolezza dello yen sulle principali valute, che ha dato slancio ai titoli dell’export, e la revisione della tempistica della manovra fiscale, da parte del premier Fumio Kishida, considerata penalizzante per le grandi aziende: il Nikkei ha guadagnato l’1,6%. In netto rialzo, a seduta ancora aperta, anche Hong Kong che sale dell’1,8% mentre Shanghai è più cauta a +0,25%.

Oggi i mercati americani restano chiusi per il Columbus day. Venerdì, Wall Street aveva chiuso debole a seguito di dati sul lavoro americano poco incoraggianti. Gli analisti hanno piuttosto annotato come siano cresciuti i salari, sintomo di una possibile spirale inflazionistica che unita al caro-energia potrebbe spingere la Fed a un’azione accelerata sui tassi.

Sul valutario, l’euro è poco mosso sul dollaro in avvio di settimana. La moneta unica mantiene i guadagni ottenuti venerdì, dopo i deludenti dati Usa sul mercato del lavoro. La valuta europea viene scambiata a 1,1577 dollari contro 1,1575 di venerdì in chiusura. Euro/yen a 130,49 e dollaro/yen a 112,69. Tornando invece alle materie prime, le quotazioni dell’oro sono stabili sui mercati asiatici dove gli scambi si sono mossi, poco variati, intorno a 1.756,58 dollari l’oncia.



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