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Come mai Wall Street si è comportata meglio delle Borse Ue, reggendo meglio all’impatto del coronavirus e e performando meglio degli indici europei? Qual è l‘arma segreta della Fed per spingere Wall Street?

Le ipotesi sono tre, di cui una molto particolare e assai interessante. Ma prima di vedere queste tre ragioni partiamo da un dato, ovvero dal crollo dei mercati Usa nel a fine 2018.  A settembre del 2018, Wall Street sui massimi storici iniziò una decisa fase di correzione. L’S&P500 passo da 2900 punti a 2600 in poco meno di un mese. Seguì un brevissimo rimbalzo e poi   una caduta. Nelle prime tre settimane di dicembre Wall Street crollò del 15,7%. L’S&P500 toccò quota 2400 punti.

Cosa ci insegna la storia recente di Wall Street

In meno di 20 giorni la Borsa Usa perse più di quanto non abbia perso la scorsa settimana. Anche allora il panico sui mercati era diffuso, ma soprattutto era diffusa la convinzione che si innestasse una recessione economica e questo Trump, presidente da due anni, non lo poteva accettare. Così spinse la Banca Centrale Americana ad intervenire e varò una serie di misure fiscali per dare nuovo impulso all’economia. Risultato:

a fine dicembre partì un rally imperioso che portò i mercati americani sui massimi di questi giorni. Una salita incessante delle azioni per un anno, che ha spinto l’S&P500 da 2400 a 3400 punti.

I tre motivi che spingono la Borsa Usa

Ma torniamo ai motivi per cui Wall Street è la Borsa che meglio sta reagendo alla crisi del coronavirus. Sono 3 i motivi. Motivo 1: l’economia Usa sprizza di salute da tutti i pori: crescita del Pil, prima della crisi, rilevante, occupazione ai massimi storici, inflazione sotto controllo. Per fare un paragone, l’economia statunitense prima del coronavirus, era un podista di mezzo fondo che stava spingendo in testa al gruppo senza troppo affaticamento.
Motivo 2: l’intervento della Fed è stato immediato e soprattutto molto credibile dai mercati, non solo ha agito immediatamente e decisamente, ma ha anche comunicato ai mercati che ha ancora spazio per intervenire e sostenere la crescita con un altro taglio di mezzo punto dei tassi.
E poi c’è il terzo motivo, quello più intrigante e quello più segreto

L’arma segreta della Fed per spingere Wall Street

Per sostenere le quotazioni di Wall Street la banca Centrale Americana sta utilizzando una strategia mai dichiarata, segreta, ma a conoscenza di molti operatori. Ogni manuale di battaglia sostiene che per combattimenti non convenzionali occorrono armi non convenzionali e la FED si è adeguata. Per spingere Wall Street, ingranaggio fondamentale per la crescita dell’economia Usa, fa acquisti massicci di Etf azionari con sottostanti gli indici Usa. Di fatto la Banca Centrale Usa fa quello che fa la BCE con il quantitative easing, ma invece che farlo sui bond lo fa sugli Etf.
La domanda è: lo potrebbe fare anche la BCE? Forse no, ma forse lo potrebbe fare, o decidere di farlo. Comunque sia, già adesso per immettere liquidità di fatto acquista titoli anche se sono obbligazionari governativi. Un esempio da seguire potrebbe essere quello della Banca Centrale Svizzera, che compra azioni ed Etf sugli indici di Borsa, per sostenere il suo listino e la sua economia.



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