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Nel tentativo di tentare di mitigare l’impatto economico del Coronavirus, le banche centrali globali sembrano agire in coordinamento. Negli ultimi giorni abbiamo registrato tagli ai tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, della Reserve Bank of Australia e della Bank of Canada. A questo punto è facile ipotizzare che anche la BCE e la Banca d’Inghilterra seguiranno l’esempio. E’ una mossa corretta? La risposta l’avremo soltanto tra qualche mese.

E’ evidente che poter avere dei risultati c’è la necessità di risposte fiscali da parte dei governi e pare che anche in tal senso ci sia del movimento. L’organismo sovranazionale, il FMI, ha promesso $ 50 miliardi quale sostegno ai paesi a basso reddito, mentre in Cina ci sarà un pacchetto di 100 miliardi di yuan (circa $ 16 miliardi) per la prevenzione del coronavirus. Per quanto riguarda i mercati, nelle ultime 24 ore abbiamo registrasto un consolidamento dei rendimenti obbligazionari, dove il decennale USA è tornato sopra l’1,00% aiutando il dollaro a stabilizzarsi.

Le major del Forex sono in fase di consolidamento, almeno in relazione all’enorme volatilità delle ultime sessioni. L’attenzione oggi è tutta rivolta al meeting dell’OPEC, che dovrebbe pronunciarsi in merito a tagli di produzione. Ma sarà interessare capire come l’OPEC + (principalmente la Russia) accetterà prendere parte a ulteriori tagli.

La volatilità come detto rimane alta, Wall Street ha approfittato della risultato di Joe Biden nel “Super Tuesday” chiudendo al rialzo con l’S&P 500 + 4,2% a 3130 punti. In questo momento la volatilità mostra pochi segni di cedimento, con i futures statunitensi nuovamente in calo. Tornando al forex, arrivano segnali di fatica nel rally dell’euro (che non è riuscito per il momento a balzare oltre la soglia di 1,12) mentre lo JPY si mantiene tonico. Il CAD rimane sotto pressione a seguito del taglio dei tassi della Banca Centrale, mentre nelle materie prime l’oro continua il consolidamento mentre il petrolio sta riprendendo a salire in vista dell’OPEC.

Oggi il calendario economico è principalmente focalizzato sui dati statunitensi. Le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali dovrebbero rimanere ancora una volta intorno ai livelli recenti, ovvero 215.000 (rispetto ai 219.000 della scorsa settimana). Si prevede che gli ordini di produzione statunitensi scendano di un -0,1% rispetto al mese di gennaio (dopo un aumento di + 1,8% a dicembre).

Attenzione poi alle parole del governatore uscente della Bank of England, Mark Carney, alle ore 18 mentre il governatore della Banca del Canada Stephen Poloz parlerà alle 18:45.





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