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(ANSA) – ROMA, 06 OTT – L’Italia ha violato le norme Ue
sulla raccolta, trattamento e scarico delle acque reflue urbane
di centinaia di aree sensibili dal punto di vista ambientale. Lo
ha deciso la Corte Ue. La sentenza è il risultato di un
deferimento della Commissione europea, che nel 2014 aveva aperto
una procedura di infrazione contro l’Italia. In particolare, la
Corte ha riconosciuto legittime le contestazioni su fogne e
depuratori su circa 600 aree e il mancato rispetto delle
percentuali minime di riduzione del carico complessivo di
fosforo e azoto.
   
La sentenza si riferisce alla decisione della Commissione Ue
sulle condizioni dei sistemi di trattamento delle acque reflue
nelle zone del bacino drenante nel Delta del Po e
nell’Adriatico, del lago di Varese, del lago di Como e del
bacino drenante del Golfo di Castellammare (Sicilia).
   
Trattandosi della prima condanna per inadempimento su questo
specifico dossier la sentenza non prevede né multe né altre
sanzioni. L’Italia però nel 2018 (su una procedura d’infrazione
aperta nel 2004) è già stata condannata a pagare e sta ancora
pagando per lo stesso tipo di violazioni – ma su un diverso
gruppo di centri urbani e aree – 25 milioni di multa. A cui si
aggiunge una penalità 30 milioni che continuerà a scattare ogni
sei mesi fino a quando le autorità nazionali non riusciranno a
dimostrare di aver risolto il problema ed aver ristabilito una
situazione di conformità con quanto previsto dalle disposizioni
europee. (ANSA).
   

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