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La stangata dell’Antitrust italiana ad Amazon (NASDAQ:), una multa da 1,1 miliardi, è poca cosa per un colosso che a ieri ne capitalizzava 1.766 di miliardi, ma per gli operatori italiani del recapito pacchi, il provvedimento è di quelli che lasciano il segno, in senso positivo. Gli analisti di Intermonte stimano che quasi il 40% dei volumi di Poste italiane sia legato ad Amazon.

La sanzione per abuso di posizione dominante inflitta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCOM) ha stabilito che Amazon avrebbe abusato della propria posizione di dominanza nei servizi di intermediazione su marketplace, favorendo il proprio servizio di logistica presso i venditori attivi sulla piattaforma, a danno degli operatori concorrenti.

La società fondata da Jeff Bezos avrebbe subordinato l’accesso a un insieme di vantaggi commerciali, alla scelta suo servizio “Logistica di Amazon” (Fullfilment by Amazon – Fba). Per avere l’etichetta Prime, che consente di vendere con più facilità e dà accesso alla partecipazione ad eventi speciali gestiti da Amazon come Prime Day, Black Friday, Cyber Monday etc, al venditore non era lasciata molta scelta: se vuoi Prime devi prendere anche Fba). Per altro, l’adesione a Fba esenta anche i rivenditori dal sistema di misurazione delle performance di Amazon, che può portare anche alla sospensione dell’account.

L’AGCOM, oltre alla sanzione pecuniaria, ha imposto delle contromisure: Amazon è tenuta a concedere ogni privilegio di vendita e visibilità sulla propria piattaforma a tutti i venditori terzi che sappiano rispettare standard equi e non discriminatori di evasione dei propri ordini, sganciando di fatto l’etichetta Prime dalla logistica di Amazon

A questo punto si aprono importanti sviluppi sulla logistica dell’e-commerce in Italia, dove molti operatori sono stati significativamente penalizzati, sia in termini di volumi che di prezzo dall’ingombrante Amazon.

Anche per Poste Italiane (MI:) (che ha un accordo con Amazon il cui rinnovo triennale è stato annunciato nel luglio 2021 per le attività di logistica) la sentenza dell’antitrust potrebbe risultare in maggiori volumi e maggior potere contrattuale nei confronti della controparte, con la possibilità di ottenere potenzialmente un pricing migliore.

Amazon ieri si è fatta sentire, in un comunicato ha detto di essere in “profondo disaccordo con la decisione” ed ha anticipato un ricorso. La società ha detto che “la sanzione e gli obblighi imposti sono ingiustificati e sproporzionati” ed ha spiegato che “più della metà di tutte le vendite annuali su Amazon in Italia sono generate da piccole e medie imprese, il loro successo è al centro del nostro modello economico”.



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