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MILANO – Le difficoltà del mercato del lavoro italiano sono cresciute anche nel primo trimestre del 2021, quando la coda lunga dei lockdown è tornata a pesare sull’economia tricolore. Mentre, ora, si vedono gli spiragli della ripresa con l’attività economica che – ha appena certificato la produzione industriale – torna a macinare e i servizi che sperano di cogliere la ripartenza del turismo, il quadro alle spalle resta fortemente compromess.

L’Istat ha certificato che nel primo trimestre dell’anno il numero di occupati è calato ancora di 243mila unità (-1,1%) rispetto al trimestre precedente. A contribuire alla diminuzione di occupati ci sono i dipendenti a tempo indeterminato (-1,1%) e gli indipendenti (-2,0%), che non sono compensati dalla lieve crescita dei dipendenti a termine (+0,6%). E’ stato soprattutto il mese di gennaio a determinare il forte calo, perché poi le più recenti rilevazioni mensili hanno mostrato una timida ripresa che ad aprile ha portato a 20 mila posti in più.

Restando al saldo trimestrale, però, rimane ancora fortemente negativo, di 889.000 unità (-3,9%) in meno, rispetto allo stesso periodo 2020. Il calo coinvolge i dipendenti (-576 mila, -3,2%), soprattutto se a termine, e gli indipendenti (-313 mila, -6%); riguarda poi sia gli occupati a tempo pieno sia quelli a tempo parziale (-3,8% e -4,2%, rispettivamente). Il tasso di occupazione tra le persone tra 15 e 64 anni è così al 56 per cento, oltre 2 punti percentuali sotto il livello del primo periodo del 2020.

Sul dato pesa anche la nuova metodologia adottata dagli statistici, che considera non occupate le persone in cassa integrazione da almeno tre mesi, usata ora in modo massiccio. Una riflessione particolare la merita il capitolo degli indipendenti, che secondo la rilevazione Istat sono ormai ridotti a 4,9 milioni di persone: per la prima volta dall’inizio delle serie storiche sono sotto quota 5 milioni.

Contestualmente torna a salire il numero di disoccupati (+240 mila rispetto al primo trimestre 2020 oltre la soglia dei 2,6 milioni) – tra chi ha già avuto esperienze di lavoro – e prosegue, seppur a ritmi meno intensi rispetto ai tre trimestri precedenti, la crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+501 mila, +3,7% in un anno).

Il tasso di disoccupazione del primo trimestre 2021 sale al 10,4% con un aumento di 0,5 punti sul quarto trimestre del 2020 e di 1,2 punti percentuali sul primo trimestre del 2020. Per quel che riguarda chi non cerca neppure il lavoro, si tratta di un incremento arrivato ormai al quinto trimestre consecutivo: +501 mila, +3,7% in un anno, per raggiungere i 14 milioni 127 mila inattivi. Tra questi, 343 mila (2,4% del totale inattivi) sono persone in cassa integrazione guadagni assenti dal lavoro per più di tre mesi, che in oltre tre quarti dei casi dichiarano di non cercare lavoro perché in attesa di tornare al loro impiego, dettaglia l’Istituto.



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