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Sarà come di consueto Intesa Sanpaolo ad aprire le danze dei conti trimestrali delle banche italiane.  Numeri trimestrali chiamati in qualche modo a risollevare le sorti in Borsa del titolo che, così come gli altri testimonial del settore, dopo una breve fiammata nella seconda metà di aprile grazie anche alle indicazioni convincenti di UBS e Deutsche Bank, ha ripreso a scendere riavvicinando i minimi pluriennali.
Domani a metà giornata la maggiore banca italiana per capitalizzazione in Borsa diffonderà i numeri del primo trimestre 2020 e subito dopo il ceo Carlo Messina si confronterà con gli analisti nella conference call in programma alle ore 15.00. Focus sull’impatto che Covid-19 avrà su utili e ratio patrimoniali. In particolare, dopo la mossa di Unicredit di preannunciare rettifiche su crediti per 900 mln nel primo trimestre, gli analisti attendono al varco le altre banche per vedere se faranno lo stesso.

Il primo trimestre darà un senso iniziale sugli effetti di Covid-19 sulla generazione degli utili. UBS stima rapporti CET1 delle banche italiane nel 1° trimestre tra il 12,5% e il 14%.

Le stime di consensus sul trimestre

Il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg vede l’utile netto trimestrale di Intesa Sanpaolo attestarsi a 751,4 milioni di euro, in flessione rispetto agli 1,05 mld del primo trimestre 2019. I ricavi sono visti a 4,14 mld. Gli analisti di UBS vedono Intesa come la più resiliente tra le banche italiane nell’attuale scenario. In generale UBS stima minori ricavi da trading per le banche italiane anche per l’allargamento dello spread oltre i 200 pb a marzo.
Nel primo trimestre 2019 il gruppo bancario guidato da Carlo Messina riportò profitti per 1,050 miliardi di euro. Il margine di intermediazione era stato di 1,756 miliardi, con i costi operativi per 2,204 miliardi e utile operativo a 2,185 miliardi nel trimestre.

Analisti vedono spazio per risalita, il 47,8% dice Buy

Tra gli analisti che coprono il titolo Intesa Sanpaolo risulta pari 47,8% la percentuale degli esperti che punta sul titolo (giudizio Buy), il 34,8% ne raccomanda il mantenimento in portafoglio (Hold) e soli 4 analisti (17,4%) dice Sell. La percentuale di Buy su Intesa risulta la più bassa da inizio 2014. Rispetto a sei mesi fa (4 novembre 2019) i Buy sono saliti molto (erano pari al 25,8%). Il prezzo obiettivo medio indicato dagli analisti è di 2,05 euro, ossia il 47% sopra i valori attuali.
Il saldo da inizio anno del titolo Intesa è di oltre -40% con capitalizzazione scesa sotto i 25 miliardi di euro. Oggi il titolo ha toccato un minimo a 1,36 euro, non lontano dai minimi pluriennali toccati a metà marzo a 1,3062 euro e a livelli quasi dimezzati rispetto ai massimi anni di 2,6325 euro (18 febbraio).
A fine marzo anche Intesa si è uniformata alla raccomandazione Bce sui dividendi accantonando per il momento la cedola relativa al bilancio 2019. Il ceo Carlo Messina nelle scorse settimane ha precisato che la possibilità del ripristino del pagamento del dividendo dipende molto da come si riprenderà il PIL italiano. “Se la riduzione del Pil italiano tenderà ad avvicinarsi a zero nella seconda parte dell’anno, con prospettive positive per l’anno prossimo, Intesa Sanpaolo sarà in grado di pagare il dividendo proposto agli azionisti”, ha detto in un’intervista a Repubblica.

Il calendario delle altre banche

Le altre banche diffonderanno anch’esse i conti nel corso della settimana. Il cda di Unicredit si riunisce il 6 maggio con diffusione dei conti il giorno successivo. Lo stesso giorno daranno i conti MPS, Bper e Banco BPM. Infine, venerdì sarà il turno di Ubi Banca.





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