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Lo slancio del sentiment, derivante dall’enorme pacchetto di sostegno da 2 miliardi di dollari concordato al Congresso la scorsa settimana, è in fase calante.

La pressione di vendita sta riprendendo tono, l’attenzione è concentrata sul continuo peggioramento della diffusione nel Coronavirus e su quanto a lungo le economie potranno sopportare il blocco delle attività produttive. Dopo un weekend segnato da pessime notizie, soprattutto sul fronte economico e sociale, traders e investitori potrebbe iniziare a preoccuparsi del fatto che una ripresa economica potrebbe farsi strada soltanto nel terzo o addirittura nell’ultimo trimestre dell’anno (senza escludere, come sostengono molti studiosi, che possano esserci nuovi focolai autunnali).

E’ per questo motivo che le prime ore di contrattazione hanno mostrato una certa prudenza. I rendimenti obbligazionari sono in calo (specialmente i decennali) mentre il dollaro sta guadagnando un po’ contro tutti eccezion fatta per lo yen. L’argento è sceso, mentre l’oro è in fase di consolidamento, il petrolio si sta nuovamente spingendo verso 20$ al barile. L’unica anomalia è rappresentata dall’azionario, che sta provando a tenere. Sembra però che i tori avranno vita dura questa settimana.

Per quanto riguarda il calendario economico, abbiamo avuto dati importanti sul sentiment di consumatori e imprese dell’Eurozona. Il dato peggiore è proprio quello delle aziende, ma in generale abbiamo avuto una contrazione ovunque. Attenzione anche alle letture dell’inflazione tedesca delle ore 14, che dovrebbe crescere del + 0,1% nel mese di marzo, il ché porterebbe la lettura annuale a + 1,4% dal + 1,7% di febbraio. Infine avremo il dato sulle vendite di case in sospeso negli Stati Uniti (ore 16) e dovrebbero scendere del -1,3% a febbraio (dopo una crescita del + 5,2% a gennaio).

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