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MILANO- Il coronavirus continua a fare vittime nel mondo della sharing economy. L’ultima in oridne di tempo è Airbnb, il cui ceo Brian Chesky ieri ha annunciato che taglierà il 25% del totale della forza lavoro della società a causa della drastica flessione degli affari legata all’emergenza sanitaria. In totale saranno 1900 i dipendenti che dovranno lasciare l’azienda. Airbnb sta licenziando 1.900 dipendenti, pari a un quarto della sua forza lavoro.

Nella sua comunicazione hai dipendenti Chesky ha spiegato che la compagnia prevede per quest’anno di realizzare ricavi “più che dimezzati rispetto al 2019”

La misura si aggiunge al taglio delle spese di marketing e al congelamento delle nuove assunzioni decisi all’inizio dell’epidemia. “Il business di Airbnb è stato duramente colpito”, ha ammesso il Ceo, Brian Chesky in una nota. I dipendenti licenziati riceveranno 14 settimane di stipendio e ulteriori ammortizzatori in base al loro ruolo e alla loro ubicazione. Per quelli che operano negli Usa ci saranno altri 12 mesi di copertura sanitaria, per gli altri la copertura sarà estesa fino alla fine dell’anno.




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