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I lavoratori autonomi iscritti a un albo sono i meno tutelati dal decreto Italia. Vediamo il perchè ma prima facciamo una premessa.

Come affermato ormai da più parti, giornalisti, politici, medici la situazione in Italia ed in particolare in Lombardia è quanto mai grave. Molti, tantissimi, specialmente tra i medici che si trovano in prima linea nel fronteggiare l’emergenza sanitaria non esitano nel ricorre a paragoni bellici per descrivere la  drammaticità della situazione.

Purtroppo a noi non resta che stare a casa attenendoci scrupolosamente alle prescrizioni emanate dal governo. In questo momento di pausa forzata tuttavia sarebbe utile instaurare anche a livello istituzionale una riflessione sul post-emergenza. Infatti esattamente come in una guerra, rientrata l’emergenza dovremmo fare i conti con i danni immani che il coronavirus e le misure prese per contrastarlo hanno causato.

Nessuna categoria pare potersi salvare da questa situazione, ne risente sia la ristorazione che l’impresa manifatturiera, sia il libero professionista che il grande imprenditore. Ma forse anche alla luce delle nuove disposizioni governative sono i lavoratori autonomi e in genere chi è iscritto alle gestioni separate dell’Inps ad essere il meno tutelato.

I lavoratori autonomi iscritti a un albo sono i meno tutelati dal decreto Italia. Come è la situazione?

Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19

Il nuovo decreto approvato il 17 marzo u.s., pubblicato in Gazzetta Ufficiale il medesimo giorno nel primo titolo, composto da n. 18 art., dispone le misure atte a potenziare il SSN. Nel secondo titolo invece dispone le misure ritenute idonee a sostenere economicamente famiglie, imprese e lavoratori per tutta la durata dell’emergenza sanitaria. Ricordiamo che il decreto in questione stanzia ben 25 mld di euro per fronteggiare la situazione emergenziale.

Vediamo ora come vengono suddivisi:

1) 600 euro una tantum esentasse per: artigiani, commercianti, collaboratori in gestione separata, stagionali e professionisti non iscritti agli ordini.

2) Estensione e ampliamento della CIG.

3) Eliminazione per mesi 2 dei vincoli per i percettori del RDC.

4) Bonus baby-sitter di 600 euro.

5) allargamento dei possibili beneficiari del fondo prima casa.

Decreto cura Italia: la situazione

Dei 5 punti di cui sopra i lavoratori autonomi iscritti ad un albo purtroppo potranno beneficiare solo del bonus baby-sitter e se dimostrano di aver subito una contrazione di fatturato del trimestre successivo al 28 febbraio di almeno il 33% anche del fondo per la prima casa.

Tuttavia per espressa previsione normativa non rientrano nel bonus una tantum di euro 600 disposto a favore di artigiani, commercianti e iscritti alle gestioni separate Inps. Non resta che attendere quanto verrà varato con i nuovi provvedimenti in arrivo ad aprile.



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