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L’avversione al rischio sta tornando prepotentemente alla ribalta. Le notizie positive circa l’allentamento graduale delle misure restrittive in molti Paesi sono già state scontate e ora si guarda a quello che potrebbero essere lo step successivo. La giornata di ieri verrà ricordata per l’enorme svendita del , piombato nel contratto con scadenza maggio addirittura sotto -30$ al barile. Secondo le fonti più autorevoli, l’eccessiva offerta ma anche il fatto che non ci sia più posto per stoccare l’eccesso di produzione sono elementi che hanno provocato il crollo. A ciò vanno a sommarsi tecnicismi tipici delle materie prime, caratterizzate dal cosiddetto “contango” ovvero quel fenomeno per cui un contratto con scadenza futura vale di più di un contratto in scadenza imminente. Ed è per questo che il futures di giugno viene scambiato a oltre $20, ragion per cui nella giornata odierna il tutto dovrebbe rientrare.

Un’altra preoccupazione per gli operatori è rappresentata dalle notizie notturne sulla cattiva salute del leader nordcoreano Kim. Notizie che arriverebbero dall’intelligence americana ma che sarebbero state smentite dalle fonti locali. E’ evidente che l’eventuale destabilizzazione e incertezza delle prospettive geopolitiche sulla penisola coreana non è ciò che ci vuole. La volatilità delle azioni è aumentata improvvisamente e di solito è associata a una pressione di vendita sui principali listini mondiali. I rendimenti dei titoli del Tesoro stanno scendendo ed è per questo che il dollaro USA sta evidenziando buone performance a discapito di uno al contrario (pur essendo valuta rifugio) perde quota.

Wall Street ha chiuso decisamente al ribasso la sessione di lunedì, con l’ -1,8% a 2823 punti. I futures statunitensi sono di nuovo deboli con una perdita di circa l’1%. Per quanto riguarda il forex, detto di dollaro e yen abbiamo un sottotono dopo che il governatore della RBNZ Orr ha confermato la necessità di ulteriori stimoli nel mese di maggio. I verbali della RBA hanno suggerito al contrario una resilienza alla crisi del settore bancario australiano, ma hanno anche affermato che il PIL potrebbe diminuire in modo significativo nel secondo trimestre e rimanere contenuto nel terzo. Per quanto riguarda il petrolio, stiamo tornando alla normalità mentre l’oro è in fase di consolidamento.

A livello macro economico è stato interessante notare come lo ZEW tedesco abbia registrato un forte balzo in avanti per quanto riguarda le prospettive future, portandosi sopra 28 per quanto riguarda la Germania e sopra 25 per quanto riguarda l’Eurozona. Ricordiamo che erano attesi dati fortemente negativi.

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