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MILANO – Fiat Chrysler ha chiuso il primo trimestre dell’anno scontando i primi effetti della pandemia, che ha portato ad esempio il mercato italiano dell’auto a crollare dell’85% a marzo (per poi arrivare a un azzeramento di fatto ad aprile, che ricade però nel secondo trimestre fiscale).

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FCA ha segnato una perdita netta di 1,7 miliardi nel periodo gennaio-marzo, che diventa di 471 milioni al netto delle voci straordinarie. I ricavi sono calati del 16% a quota 20,5 miliardi. “Nonostante l’effetto significativo del COVID-19”, si legge nella nota sui conti, “il Gruppo ha conseguito un EBIT adjusted positivo”, ovvero un margine operativo in attivo per 52 milioni, grazie soprattutto alla performance sul mercato nordamericano dove è stato di 548 milioni.

Le consegne globali complessive sono scese del 21% a 818 mila unità, a causa della sospensione temporanea della produzione in tutte le regioni e la caduta della domanda a livello globale. Il flusso di cassa industriale è negativo per 5,1 miliardi di euro. Si rafforza la posizione di liquidità: Fiat Chrysler ha in cassa 18,6 miliardi, grazie anche a una linea di credito da 3,5 miliardi recentemente attivata ma ancora inutilizzata.

Il ceo del gruppo, Mike Manley, ha affidato il commento della situazione alla nota: “Con l’evidenziarsi della gravità dell’epidemia da COVID-19 il team alla guida di FCA ha messo in atto misure rapide e decisive a tutela dei dipendenti e delle comunità operando nel contempo per proteggere la capacità reddituale e la liquidità del Gruppo”, si legge. “In tale direzione è stata sospesa temporaneamente la produzione in tutti gli stabilimenti, si è attivato il lavoro a distanza dove possibile e innalzati i protocolli di sanificazione in tutte le strutture. Il Gruppo ha inoltre posticipato tutte le spese non essenziali, ridotto significativamente i costi di marketing e la retribuzione per quasi tutti gli impiegati e dirigenti è stata ridotta o differita”.

Oltre alla linea da 3,5 miliardi di cui sopra, “il Gruppo continua a valutare tutte le opzioni di finanziamento e si aspetta di accedervi con tempi e modalità ragionevoli al fine di rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale e incrementare la liquidità per ottimizzare la flessibilità finanziaria. Nonostante le difficoltà operative causate dalla crisi, il Gruppo sta facendo leva sulle proprie risorse e ingegno per fornire un’ampia gamma di iniziative a supporto delle comunità in tutte le Regioni. Stiamo producendo mascherine facciali per operatori sanitari e primi soccorritori, con oltre 1 milione di pezzi consegnati. Stiamo inoltre collaborando con produttori di apparecchiature medicali in Italia e negli Stati Uniti per supportare la produzione di ventilatori polmonari, altre attrezzature medicali e dispositivi di protezione individuale”.

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Guardando alle prospettive di ripresa, “considerando il riavvio con successo in Cina delle attività nella nostra Joint Venture e della rete di vendita e la ripresa della produzione nel nostro impianto di veicoli commerciali di Atessa il 27 aprile scorso, operativo al 70% della sua capacità, siamo confidenti sulle nostre prospettive. Nelle altre Region il riavvio della produzione sarà graduale e allineato alla domanda del mercato. Anche il ritorno al lavoro negli uffici e sedi è iniziato e proseguirà gradatamente, con un parallelo ampio ricorso al lavoro in remoto. Nonostante questa situazione inattesa e senza precedenti, FCA e Groupe PSA rimangono impegnate alla fusione paritetica (50/50) volta alla creazione di un leader mondiale nella mobilità. Insieme, continuiamo a portare avanti i diversi filoni di attività finalizzati alla fusione e confermiamo l’impegno a chiudere l’operazione entro la fine del 2020 o all’inizio del 2021″.

Resta cautela massima sull’aggiornamento degli obiettivi finanziari per l’anno. Ricorda infatti Manley: “A causa del protrarsi dell’incertezza sulle condizioni di mercato e delle restrizioni all’operatività in essere a livello regionale in relazione all’evolversi della pandemia da COVID-19, il Gruppo ha ritirato la Guidance per il 2020 e fornirà un aggiornamento non appena vi sia una maggiore visibilità dell’impatto complessivo della crisi”.



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