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© Reuters. Robert Kunze-Concewitz, Ceo del Gruppo Campari, in posa con un cocktail Aperol a Venezia. REUTERS/Manuel Silvestri

di Francesca Landini

VENEZIA (Reuters) – Il gruppo italiano Davide Campari (MI:) vede ampi margini di crescita per il suo best seller Aperol e non è preoccupato per le imitazioni, compresa la nuova versione di spritz lanciata da Moet Hennessy, gruppo Lvmh.

In un’intervista con Reuters in occasione dell’apertura del primo flagship bar di Aperol, a Venezia, il Ceo di Campari Bob Kunze-Concewitz si è detto fiducioso che la bevanda possa continuare a crescere a doppia cifra e attirare nuovi clienti tra gli amanti della birra.

Kunze-Concewitz ha aggiunto che la strategia è ancora quella di espandersi attraverso M&A e che nel medio-lungo termine il gruppo mira a concludere acquisizioni di grandi dimensioni. 

Campari ha comprato Aperol nel 2003 quando l’aperitivo era bevuto solo in Veneto e le sue vendite erano inferiori ai 50 milioni di euro all’anno.

In 18 anni il gruppo ha sviluppato un marchio a livello globale commercializzando Aperol come ingrediente principale per il cocktail spritz. La bevanda rappresenta attualmente circa un quinto dei quasi 2 miliardi di vendite annuali di Campari ed è considerata dagli analisti finanziari come il motore di crescita del gruppo, con altri marchi tra cui il bitter Campari e il liquore Grand Marnier che registrano un trend di crescita più volatile.

“Abbiamo un’enorme opportunità ancora davanti a noi per quanto riguarda la crescita di Aperol”, ha detto Kunze-Concewitz secondo il quale confrontando i dati sul consumo pro-capite di birra e Aperol emerge che la bevanda può conquistare molti più consumatori in tutto il mondo e anche in Italia.

Tra il 2004 e il 2019 le vendite di Aperol sono cresciute in media del 16,5% ogni anno. Una pausa nella crescita nel 2020 a causa della pandemia ha suscitato qualche dubbio tra gli analisti che la bevanda avesse raggiunto un plateau.

Tuttavia, i risultati di Campari nel primo semestre di quest’anno hanno segnato un ritorno alla crescita a due cifre anche rispetto al 2019.

“Abbiamo sviluppato un modello di marketing a lungo termine che ci assicura di avere costantemente tassi di crescita a due cifre per Aperol”, ha detto l’amministratore delegato, aggiungendo che in Italia il gruppo sta ora introducendo Aperol come bevanda per accompagnare i pasti piuttosto che come semplice aperitivo.

Il successo ha portato a delle imitazioni, con la divisione vini e liquori di Lvmh, Moet Hennessy, che ha lanciato un cocktail ready-to-drink chiamato Chandon Garden Spritz.

“Non sono preoccupato (per le imitazioni). Finché i nuovi concorrenti saranno premium e prodotti da gruppi di fascia gamma, amplieranno la categoria generale degli aperitivi”, ha detto Kunze-Concewitz, aggiungendo che “l’imitazione è la più grande forma di adulazione”.

“Non si tratta solo di mettere del liquido arancione in una bottiglia. È una questione di qualità. Nessuno può davvero competere con noi sul gusto”.

Moet Hennessy ha lanciato la nuova bevanda in Francia a maggio e prevede di venderla in Italia il prossimo anno.

Nonostante la competizione sugli aperitivi, Campari e Moet hanno stretto un’alleanza per sviluppare una piattaforma di e-commerce per il vino e gli alcolici a luglio intorno alla piattaforma italiana Tannico e sosterranno il progetto attraverso acquisizioni in Europa, ha detto il Ceo di Campari.

ACQUISIZIONI DI GRANDI DIMENSIONI 

Il gruppo italiano, che ha dimostrato di avere successo nell’acquisizione e nel rilancio di marchi storici, continua a cercare opportunità anche se i multipli e i prezzi dei potenziali obiettivi rimangono alti.

Il Ceo di Campari ha detto che la pandemia non ha cambiato il panorama dell’M&A nel settore degli alcolici, aggiungendo che i bassi tassi di interesse significano abbondante liquidità e alti multipli.

Il gruppo, tuttavia, è fiducioso di trovare buone opportunità di acquisizione.

“Restituire cash agli investitori è possibile in teoria, ma abbiamo un sacco di idee, pensiamo di poter fare acquisizioni interessanti in un orizzonte a medio e lungo termine”, ha detto il Ceo. Kunze-Concewitz si aspetta un consolidamento nel settore degli alcolici e dice che il gruppo si sta preparando per acquisizioni di grandi dimensioni dopo che l’anno scorso ha spostato la sua sede legale nei Paesi Bassi per introdurre uno schema rafforzato di loyalty share.

“Abbiamo guadagnato molta più flessibilità nella nostra struttura finanziaria, questo ci permetterà, se si presenta un’opportunità, di emettere azioni per finanziare operazioni più grandi, pur consentendo all’attuale azionista di maggioranza di mantenere il controllo”, ha detto.

Campari è posseduta in maggioranza dalla holding lussemburghese della famiglia italiana Garavoglia. Kunze-Concewitz ha detto che la famiglia Garavoglia ha respinto le offerte di vendita del gruppo, aggiungendo che Campari finora è riuscita a garantire un alto rendimento ai suoi investitori.

(Tradotto da Alice Schillaci in redazione a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)





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