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(ANSA) – VENEZIA, 28 AGO – L’analisi delle tariffe di luce e
gas imostra, nel confronto con le grandi industrie, che l’Italia
non è un Paese Paese che rispetta le Pmi. A sostenerlo la Cgia
di Mestre che, per quanto concerne l’energia elettrica, segnala
che le piccole imprese pagano mediamente 151,4 euro ogni 1.000
kWh consumati (Iva esclusa) contro i 77 euro ogni 1.000 kWh
delle grandi, praticamente quasi il doppio (per la precisone il
96,6 per cento in più). In riferimento al gas, invece, il
divario è ancora più pesante. A fronte di un costo medio in capo
alle piccole imprese di 59 euro ogni 1.000 kWh (Iva esclusa),
alle grandi aziende viene applicata una tariffa media di 21,2
euro ogni 1.000 kWh. In buona sostanza, le prime pagano
addirittura il 178 per cento in più delle seconde.
   
In nessun altro paese dell’Area euro, per la Cgia, c’è un
disallineamento delle tariffe energetiche così elevato tra
queste due classi dimensionali. E il peso di tale
disallineamento sul sistema produttivo nazionale risulta
evidente se si considera che il 99,5 per cento circa delle
aziende è di piccola dimensione (meno di 50 addetti) e dà
lavoro, al netto del pubblico impiego, al 65 per cento degli
italiani. (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA


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