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«La prossima settimana invierò una proposta legislativa al congresso per far sì che il bitcoin acquisisca corso legale». Lo ha annunciato, in un video alla conferenza di Miami “Bitcoin 2021”, il presidente dello Stato dell’ El Salvador Nayib Bukele. Inutile dire che il mondo delle criptovalute (non, però, le quotazioni della cryptocurrency) è entrato in fibrillazione. Su twitter i grandi “influencer” come Tyler Winklevoss, che insieme al suo gemello Cameron è diventato miliardario grazie al bitcoin, ha cinguettato: «Grande notizia…». Al di là delle reazioni della cryptoeconomy l’annuncio è importante. Nayib Bukele ha previsto la creazione di una partnership tra El Salvador e una società di “wallet” digitali: Strike. L’obiettivo è costruire una moderna infrastruttura finanziaria usando la tecnologia della criptovaluta regina.

Il “lighting network”

In particolare il meccanismo alla base del progetto è quello di sfruttare il cosiddetto “lighting network”. Di cosa si tratta? Senza pretesa di esaustività, è una rete di trasferimento “off chain” (fuori dalla catena di blocco) sviluppata sopra la blockchain stessa del bitcoin. Il sistema funziona a livello “peer to peer” e, come scrivono Michele Facchini e Giorgio Alessandro Donà Danioni (“Blockchain Masterclass”), la sua utilità «si basa sulla creazione di canali di pagamento (…), attraverso i quali gli utenti possono effettuare transazioni in criptovalute senza soluzione di continuità». In altre parole: si tratta di una tecnologia che, vista la lentezza del sistema di validazione (“proof of work”) del bitcoin, bypassa il problema e consente di usare la criptovaluta regina come “mezzo di trasporto del valore”.

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«L’applicazione realizzata da Strike -dice Ferdinando Ametrano, fondatore e ceo di CheckSig – funziona, più o meno, nel seguente modo». Immaginiamo un soggetto A che vuole, tramite un percorso digitale, inviare dei dollari al soggetto B. «Ebbene: la App, nel momento in cui A invia i denari, fa le veci del cambia valute». I dollari vengono trasformati in bitcoin. Questi, grazie al “lighting network” sono trasferiti immediatamente alla fine del percorso. «Qui la App di nuovo opera come cambia valute e ri-trasforma i bitcoin in dollari». La criptovaluta per eccellenza viene usata, per l’appunto, quale «mezzo di trasporto del valore».

Allo stato attuale, ovviamente, non è possibile individuare i particolari di quello che è un progetto. Ciò detto, però, il fatto che l’El Salvador sia un Paese che conta molto sulle rimesse dei suo connazionali dall’estero consente di comprendere quali possano essere i perché di questa clamorosa mossa. Tra le finalità, evidentemente, c’è anche quella di riuscire a disintermediare il sistema finanziario delle transazioni internazionali di valute. Così facendo le commissioni pagate da chi realizza la commessa possono scendere o diventare nulle.

Le implicazioni geopolitiche

È chiaro che il progetto in fieri può avere impatti importanti. In primis sul fronte degli stessi intermediari finanziari. «Il programma, nonostante le scarse informazioni in nostro possesso e anche se rimanesse limitato sulle rimesse internazionali – afferma Luca Fantacci, codirettore dell’Unità di ricerca per l’innovazione monetaria della Bocconi -, potrebbe dare luogo ad un sistema complementare a quello tradizionale. Un meccanismo che, tra le altre cose, da una parte» bypassa gli intermediari esistenti; e, dall’altra, «mettendosi in competizione con quelli già in essere, darebbe notevoli benefici al consumatore».



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