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Raggiunto un accordo extragiudiziale con circa due terzi dei proprietari di auto del gruppo che avevano aderito a una class action intentata dall’associazione di tutela dei consumatori Vzbv

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(AFP)

1′ di lettura

Mentre l’industria automobilistica tedesca, piegata dall’emergenza Covid-19 invoca un programma di rottamazione per dare una spinta a un mercato esangue, Volkswagen continua a pagare le conseguenze del dieselgate. Il primo gruppo mondiale, con i suoi 11 milioni di auto vendute nel 2019, ha annunciato di aver raggiunto un accordo extragiudiziale con circa due terzi dei proprietari di auto del gruppo che avevano aderito a una class action intentata dall’associazione di tutela dei consumatori Vzbv, in relazione allo scandalo sulle emissioni truccate di gas inquinanti.

In base ai termini dell’accordo, Volkswagen pagherà 620 milioni di euro ai 200.000 consumatori su 260.000 che hanno deciso di accettare i termini dell’intesa. La deadline per aderire all’accordo è stata estesa al 30 aprile mentre rimane in sospeso il destino di altri 21.000 casi che potrebbero ricevere pagamenti compresi fra 1.350 e 6.250 euro a seconda del modello e dell’anno di immatricolazione dell’auto.

L’ammontare dell’accordo appare in linea con gli accantonamenti già fatti a suo tempo da Volkswagen che per la totalità dei 260.000 casi aveva preventivato una spesa di 830 milioni di euro. L’accordo rappresenta dunque un ulteriore passo in avanti per chiudere il capitolo aperto nel 2015 quando il gruppo ammise l’utilizzo di software illegali per superare i test sulle emissioni di gas nocivi negli Stati Uniti. Per chiudere i contenziosi (attraverso spese legali, multe e risarcimenti) il produttore di Wolfsburg ha pagato in tutto oltre 30 miliardi, soprattutto negli Stati Uniti. (Al.An.)



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