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In questo momento particolare, in cui l’Italia è totalmente esposta alla minaccia del Covid-19, le istituzioni del Paese si stanno affrettando per prendere contromisure al ridimensionamento della produzione, che sono il frutto delle necessarie misure restrittive messe in atto dal Governo.

Lo stesso Governo, a fronte di tutto ciò, ha varato un imponente decreto, denominato “Cura Italia”, prevedendo di stanziare circa 25 miliardi di euro per supportare la sanità e sostenere il tessuto economico nazionale.

Il decreto spazia dall’acquisto di materiale sanitario al supporto economico ad infermieri e medici, per giungere ad abilitare la Cassa Integrazione in Deroga e fornire indennità a lavoratori autonomi. Si nota anche l’utilizzo del credito d’imposta, da utilizzare per affitti e sanificazioni degli ambienti, e dei voucher baby-sitter. Infine sono prorogati i versamenti fiscali. Così facendo il Governo ha cercato di alleviare gli oneri alle aziende, tutelando il lavoro e dando respiro a tutti coloro che devono sopportare obbligatoriamente delle spese.

Tali misure se nel breve periodo sono una boccata d’aria fresca per chiunque, d’altro lato questo decreto si può rivelare un boomerang sia verso l’economia italiana per intero sia, e soprattutto, verso i mercati finanziari. Infatti la situazione è pressoché drammatica e il 2020 si prospetta un anno dove il PIL sarà in ribasso. Le stime di un deficit non superiore al 3% sono state fatte calcolando il disavanzo su un PIL non in discesa. Prodotto nazionale in calo di diversi punti percentuali può far sì che il deficit riguardante il 2020 non sia al massimo del 3%, ma può superare questa soglia.

I mercati sono in piena fibrillazione da quando il virus ha bloccato il Paese e la situazione ribassista sta fuggendo di mano, si veda il blocco delle vendite allo scoperto per limitare le discese dei prezzi dei titoli in listino. Anche qualora tra qualche settimana, o mese, riuscissimo a risolvere il problema legato alla diffusione del Coronavirus e le aziende riprendessero la produzione a pieno regime, ci sarà da confrontarsi con gli effetti causati dalla spesa di miliardi promossa dallo Stato.

È doveroso aiutare imprese e soggetti in difficoltà, ma bisogna essere coscienti che tali aiuti possono causare problemi (economici, meramente economici) ancor più grandi. I prezzi borsistici sembrano ad oggi bassi, ma non è detto che siano sui loro minimi, ed anche quando l’emergenza Coronavirus sarà finita saranno possibili ulteriori ribassi.





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