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(Teleborsa) – Eurolandia e l’economia globale fronteggiano “una contrazione economica di straordinaria gravità e velocità”, mentre le misure imposte per contenere la diffusione del coronavirus (lockdown) hanno in gran parte fermato molte attività. Sulle prospettive “ci troviamo di fronte a una nube di incertezza sul corso della pandemia e sul danno economico che si lascerà alle spalle”, ha affermato il Vicepresidente della BCE, Luis De Giundos, nella presentazione del Rapporto annuale al Parlamento europeo.

Le previsioni dei tecnici della BCE indicano su quest’anno un crollo del PIL “tra il 5% in uno scenario mite, e il 12% in uno scenario grave. Ovviamente – ha rilevato – l’entità della contrazione e la ripresa dipenderanno in modo decisivo dalla durata delle misure di contenimento, dalle ricadute su offerta e la domanda interna e dalla capacità”.

De Guindos ha anticipato che l’impatto negativo della crisi pandemica sul PlL dell’area euro del secondo trimestre “potrebbe essere il doppio o il triplo, secondo le nostre stime, di quello visto nel primo trimestre”.

E’ “vitale” – ha proseguito – che la risposta alla crisi attraverso le politiche di bilancio sia “sufficientemente forte” in tutte le parti dell’Eurozona poichè essa rappresenta la “prima linea di difesa” e dà un “sostegno fondamentale” al settore non finanziario. In ogni caso la Bce, ha detto ancora “continua a essere pronta a effettuare ulteriori aggiustamenti” delle sue misure di politica monetaria “nel caso in cui dovessimo vedere che la dimensione degli stimoli” messi in campo “risulti non adeguata alle necessità”.

Interpellato sulla recente sentenza della Corte costituzionale tedesca, De Guindos ha rivendicato: “Siamo una istituzione europea e sotto la giurisdizione della Corte di giustizia europea”, sottolineando che “operiamo in base al nostro mandato istituzionale, in maniera indipendente da Governi e lobby”.





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