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I risparmi record accantonati dagli italiani nei conti correnti potrebbero essere l’arma in più per banche quali Intesa Sanpaolo, in grado di trarre forti benefici dalla conversione del marea di risparmi in risparmio gestito. A detta di HSBC, che conferma buy su Intesa Sanpaolo, i depositi in aumento in Italia a causa della pandemia saranno reindirizzati verso prodotti di risparmio gestito. E la nuova entità combinata Intesa-UBI è leader proprio nell’asset gathering.
HSBC indica Intesa come il suo titolo preferito tra quelli bancari di Piazza Affari e lo vede come un proxy per la nuova ondata di investimenti pubblici il governo Draghi dovrebbe innescare. Il prezzo obiettivo indicato è stato alzato da 2,5 a 2,7 euro, di riflesso all’aumento delle stime di EPS (alzate dell’11% per il 2021 e del 2% per il 2022). Il nuovo prezzo obiettivo implica un potenziale upside di oltre il 17% rispetto ai prezzi attuali.

Utili con l’apporto di UBI possono raggiungere area 4 miliardi

HSBC indica per Intesa Sanpaolo un utile netto 2021 in area 4 miliardi, ben sopra i 3,5 miliardi di guidance della banca che a detta degli analisti non include alcun contributo da UBI.
“Sostenuto da un forte posizione di capitale (CET1 PF di ~ 14% ad oggi), riteniamo che questo sosterrà gli utili, anche grazie alle sinergie di costo legate all’integrazione di UBI (rivisti fino al 700 mln nel 2024 vs 550 mln precedenti)”, argomenta HSBC.

Forte storia di dividendi

Il principale catalyst a detta di HSBC resta la visibilità sui dividendi, che dipende dalla decisione della BCE se rimuovere il divieto sui dividendi a settembre 2021. Oltre a quanto potrà essere pagato a maggio (3,6 centesimi), Intesa potrebbe potenzialmente pagare ulteriori 9,9 centesimi se il divieto Bce fosse rimosso a settembre (per un totale di 13,5 centesimi pagabili sugli utili del 2020) e ulteriori 7 centesimi se viene approvato un interim sugli utili 2021. Per un totale di 20,5 centesimi che equivale a un yield del 9%. “Non ci sembra irrealistico per una banca con un profilo di rischio basso (dato il suo notevole derisking NPE del 4° trim. 20), forte posizione di capitale e redditività superiore dopo aver anticipato una serie di elementi una tantum già nel 2020”, argomenta Hsbc.
Ieri la raccomandazione buy su Intesa era arrivata anche dagli analisti di Citigroup, con un target price di 2,8 euro. Il prezzo obiettivo implica un margine di rialzo per il titolo pari a +20% circa rispetto ai livelli attuali. La banca USA prevede per Intesa Sanpaolo un dividend yield a partire dal quarto trimestre 2021 dell’8,5% circa, per un valore combinato di 7,8 miliardi di cedole negli anni compresi tra il 2020 e il 2022. Il payout è stimato superiore al 70% dal 2022 in avanti. Citi non manca di sottolineare i vantaggi della fusione con UBI Banca, che emergeranno nei prossimi mesi e andranno a dare un sostegno al gruppo guidato da Carlo Messina nell’eventualità che si verifichi un deterioramento della qualità degli asset (in caso di aumento degli Npl).





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