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Il Credito Valtellinese respinge al mittente l’opa promossa dal Crédit Agricole Italia. Com’era previsto, il cda, esaminati termini e condizioni dell’offerta, «pur riconoscendo che l’integrazione di una banca commerciale solida e ben posizionata quale è il Creval con un gruppo bancario come l’Agricole possa generare benefici, ritiene che il corrispettivo dell’offerta pari ad 10,5 euro per azione Creval (cum dividendo) non sia congruo da un punto di vista finanziario».

Il «no» all’offerta francese è motivato con una serie di argomentazioni. In particolare Creval, scrive il cda della banca bocciando l’opa di Credit Agricole Italia, «presenta diversi elementi distintivi e di valore in ottica stand-alone che si ritiene debbano essere adeguatamente valorizzati e considerati». E tra questi cita tra i primi punti «l’elevata eccedenza di capitale» che «crea anche le condizioni per un potenziale rafforzamento della politica dei dividendi successivamente alla scadenza degli attuali limiti posti dalla Bce sino al 30 settembre 2021 con riferimento alla crisi pandemica».

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Il board, sottolineando i risultati raggiunti dalla banca, cita il «significativo miglioramento del profilo di rischio in anticipo rispetto al target fissato per il 2023 dal Piano Industriale» e «il miglioramento dell’efficienza operativa con elevata riduzione degli oneri operativi nell’esercizio 2020, in anticipo rispetto ai target fissati dal Piano Industriale». Poi aggiunge il «progressivo miglioramento dell’attività commerciale a supporto dell’obiettivo di una redditività sostenibile».

Tra i temi anche quello dei potenziali benefici dalla rilevazione di Deferred Tax Assets (Dta) su base stand-alone: «Al 31 dicembre 2020 Creval presenta Dta non iscritte in bilancio da perdite fiscali ed eccedenze Ace per circa 181 milioni. Le aspettative reddituali dovrebbero consentire la possibilità di iscrivere tali Dta negli esercizi futuri, per un ammontare stimato in circa 30 milioni medi annui (nel periodo 2021-2026)».

Infine, il titolo: a seguito dell’annuncio dell’opa da parte di Credit Agricole Italia, ha «trattato costantemente a significativo premio» rispetto al prezzo offerto, a dimostrazione del fatto che «il mercato appare ritenere il corrispettivo dell’offerta non espressivo di una valorizzazione adeguata di Creval».

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