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(ANSA) – ROMA, 11 DIC – La pandemia è stata uno “tsunami” per
i consumi: nonostante il recupero registrato durante il 2021,
dall’inizio dell’emergenza sanitaria la crisi innescata dal
Covid “ha cancellato quasi 4 mila euro di spesa a famiglia”. E’
quanto stima Confesercenti, spiegando che il dato è la somma
della riduzione dei consumi rispetto al livello pre-crisi
registrata in media da ogni famiglia nel 2020 (-2.653 euro) e
nel 2021 (-1.298 euro), per un totale di -3.951 euro.
A pesare sono diversi fattori: i lockdown e le restrizioni tra
il 2020 e i primi sei mesi del 2021, sottolinea l’associazione
ma “incidono anche la riduzione dei redditi da lavoro,
l’inflazione e l’incertezza”, che porta le famiglie a mantenere
un tasso di risparmio ancora ben superiore rispetto a quello dei
periodi precedenti alla pandemia. “La pandemia ha avuto un
impatto devastante sui consumi delle famiglie”, commenta
Patrizia De Luise, Presidente nazionale Confesercenti. “Sommando
i consumi persi nel 2020 e nel 2021, è come se le famiglie
avessero perso due-tre mesi di entrate. Bisogna intervenire per
accelerare il recupero, perché dai consumi interni dipende circa
il 60% del nostro Pil. La via maestra è quella fiscale: la
riforma del fisco, che inizierà proprio con la manovra di
quest’anno, deve liberare il più possibile le risorse delle
famiglie”. A livello territoriale, l’arretramento peggiore si
registra in Toscana, con una perdita reale di 9.119 euro di
spesa per nucleo familiare. A seguire, nella classifica delle
regioni che hanno perso di più, il Molise (-5.903 euro a
famiglia), il Piemonte (-5.724 euro) e la Basilicata (-5.491
euro). (ANSA).
   

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