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 Il magazzino del fisco valeva nel 2019 circa 813 miliardi ma il valore di “presumibile incassabilità” si fermava a 25,5 miliardi, appena il 3,43% del totale. E’ quanto emerge dall’analisi della “Gestione dei residui di riscossione nel bilancio dello Stato” della Corte dei Conti, basata sui dell’Agenzia della riscossione che, ogni anno, fornisce la “valutazione del grado di esigibilità” dei crediti iscritti a ruolo”. Sono i soggetti falliti, deceduti, nullatenenti o per cui si è tentata invano la riscossione ad abbassare la percentuale che sale invece al 20,4%, circa 9,5 miliardi, per i circa 46 miliardi “relativi alle posizioni che si presumono di maggiore solvibilità”. 
   

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