fbpx


© Reuters.

Di Alessandro Albano 

Investing.com – Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e l’omologo russo Vladimir Putin s’incontreranno (virtualmente) questo pomeriggio alle 16:00 CET per discutere di uno dei temi geopolitici più caldi degli ultimi anni, il dossier Ucraina, e che potrebbe avere delle importanti ripercussioni sul contesto dell’energia europeo. 

Il primo incontro dopo quello di luglio è stato preceduto dall’invio da parte di Mosca di oltre 100 mila soldati russi sul confine ucraino allarmando l’amministrazione Biden, che ha subito avvertito gli alleati atlantici di prepararsi ad una possibile invasione di due/terzi dell’Ucraina (Kiev compresa) nei primi mesi del 2022.

Prima del meeting odierno in videoconferenza, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha incontrato il segretario di Stato Antony Blinken a Stoccolma, affermando di voler evitare “uno scenario da incubo di un conflitto militare in Europa”, mentre Blinken ha fatto sapere il “prezzo alto che la Russia dovrà pagare se attaccherà l’Ucraina” citando potenziali sanzioni “senza precedenti”.

Diplomazia o conflitto?

La formula usata da Blinken suggerisce che la via diplomatica è ancora la strada preferita dagli Stati Uniti e dai suoi alleati sebbene, secondo la Dr.ssa Liana Semchuk, lead analyst per l’Europa e l’Eurasia presso Sibylline (società di strategic advisory), un conflitto armato “non dovrebbe essere escluso”, soprattutto perché “abbiamo assistito a un cambiamento nella retorica e nelle richieste del Cremlino dall’ultimo raduno di truppe ad aprile”.

“A differenza di aprile – afferma l’esperta – la Russia ora non solo chiede molto chiaramente che la NATO rispetti le “linee rosse” della Russia e sta cercando “garanzie” che l’Ucraina non diventerà uno stato membro della NATO, ma sta anche mettendo in guardia contro qualsiasi approfondimento della cooperazione Ucraina-NATO”.

Tuttavia, il fatto che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin stiano discutendo indica che, nonostante “l’atteggiamento intransigente” di entrambe le parti, l’approccio preferito nell’immediato “è un tentativo di maggiore diplomazia”.  Il Cremlino, spiega Semchuk, “sta testando Biden per vedere fino a che punto può essere spinta Washington” e per valutare “quanto dure saranno le potenziali sanzioni contro la Russia”.

Che ruolo può giocare l’Europa

In questo contesto, gioca un ruolo principale il gasdotto russo Nord Stream 2 controllato da Gazprom (MCX:). La pipeline, fortemente ostacolata in passato dai diversi governi Usa ma che potrebbe assicurare un ribasso dei prezzi energetici in Europa, è stata completato il 10 settembre scorso ma è stato sospeso poco più di un mese dopo dall’autorità tedesca per l’energia per mancanza di requisiti.

“La sospensione del processo di certificazione della pipeline da parte della Germania, che potrebbe ritardare la messa in servizio del gasdotto fino a marzo 2022 e forse oltre, potrebbe fungere anche da deterrente per la Russia dal lanciare una potenziale offensiva contro l’Ucraina, almeno per ora”.

Inoltre, per la lead analyst l’attuale crisi energetica e gli elevati costi dell’elettricità in tutta Europa “stanno mettendo a fuoco il ruolo della Russia nella situazione”, perchè nonostante la Russia abbia rispettato i suoi impegni contrattuali sul gas, “Mosca si è comunque rifiutata di aumentare le forniture”.

Con Gazprom (MCX:) che secondo quanto riferito anticipa il mercato del gas per sperimentare anche carenze, mantenendo i prezzi elevati, “la leva della Russia per finalizzare il progetto rimarrà alta”. “Tuttavia, è fondamentale che sia gli Stati Uniti che l’UE presentino un fronte unito e coordinato contro la Russia e delineano misure chiare e attuabili, se Mosca dovesse procedere con un’invasione dell’Ucraina”.

Una strategia comune tra Bruxelles e Washington sembrerebbe essere stata delineata nell’incontro del 6 dicembre, dove Biden si sarebbe coordinato con i leader dei principali alleati europei (Draghi, Scholz, Macron e Johnson) su severe sanzioni economiche contro Mosca. “Sebbene i dettagli di potenziali nuove sanzioni non siano ancora stati rivelati – sottolinea l’esperta con Phd ad Oxford – la pressione congiunta potrebbe portare ad una de-escalation della crisi e portare a rinnovati sforzi diplomatici”.

Tuttavia, avverte l’analista della firm statunitense, “le divergenze inconciliabili tra la percezione della NATO da parte dell’Ucraina e della Russia e la minaccia esistenziale che l’alleanza rappresenta per la Russia, determineranno un ambiente geopolitico regionale più volatile nell’anno a venire”.



Source link

REGISTRATI ORA