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(Teleborsa) – Dalla copertura delle risorse necessarie all’Inps per liquidare i periodi di quarantena concessi ai lavoratori rimasti in isolamento ma non coperti dalla malattia per Covid, al “nodo” scadenza dei contratti di somministrazione, passando per la necessità di rifinanziare almeno fino alla fine dell’anno la cassa integrazione d’emergenza in vista della scadenza del blocco dei licenziamenti per piccoli e terziario (oltre che per moda-tessile-calzature) fissata per il prossimo 31 ottobre.

Si muove su più fronti il Governo che, in attesa del semaforo verde alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e Finanza (NaDEF) atteso nelle prossime ore, fa il punto sul maxi decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio, che – a dispetto del nome – interviene, ad ampissimo respiro, anche sul fronte lavoro.

Particolarmente nutrito, il pacchetto sul quale è da tempo al lavoro il Ministro Orlando, che dovrebbe prevedere la norma sulla quarantena, che coprirà il pregresso e tutto il periodo fino al 31 dicembre, termine attualmente previsto per lo stato d’emergenza.

Come scrive oggi Il Sole 24 Ore, sul piatto, 900 milioni di euro che consentiranno di superare il problema applicativo che aveva reso impossibile il pagamento degli stipendi dei lavoratori in quarantena.

Nello stesso provvedimento d’urgenza, dovrebbe trovare spazio anche l’intervento per assicurare la continuità occupazionale di 100mila lavoratori in somministrazione, sulla quale pende la “scure” del decreto Agosto del 2020.

Il possibile punto di caduta dovrebbe passare dall’”eliminazione della scadenza del 31 dicembre 2021 per i lavoratori assunti a tempo indeterminato dalle agenzie per il lavoro, inviati in missione nelle aziende a tempo determinato, ripristinando, senza scadenza temporale, la possibilità per “tali lavoratori di essere inviati in missione sia a tempo indeterminato che a termine presso gli utilizzatori senza obbligo di causale o limiti di durata”, così come stabilito già dalla circolare del ministero del Lavoro 17 del 2018?.

Per gestire l’uscita “graduale” dal blocco dei licenziamenti, in scia a quanto già successo alla fine di giugno, si pensa anche di inserire nel pacchetto altre 8/9 settimane di cassa gratuite, fino a dicembre.





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