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MILANO – Ore 9.30. Il rimbalzo a sorpresa dell’export cinese nel mese di aprile dà una piccola spinta alle Borse europee, che aprono in positivo mettendosi alle spalle i dati sul tracollo industriale di Francia e Germania a marzo. Rialzi che si profilano anche su Wall Street, mentre le Piazze asiatiche hanno trattato poco ispirate con il ritorno agli scambi di Tokyo.

Milano segna un guadagno dello 0,5% nelle prime battute. Parigi sale dello 0,8%, Francoforte è in linea e Londra sale dello 0,2%. A Piazza Affari si segnala Snam, positiva dopo i conti del trimestre che hanno visto salire l’utile del 5,3% vicino a quota 300 milioni. La Borsa nipponica, dopo tre giorni di festività chiude in rialzo dello 0,28%, mentre Hong Kong cede lo 0,76%, Shanghai lo 0,25% e Seul avanza dello 0,08%.

Sia dal fronte macroeconomico che dalle trimestrali societarie arrivano indicazioni sempre più concrete degli effetti della pandemia sull’economia. In Germania, ad esempio, la produzione industriale a marzo ha subito un calo del 9,2% rispetto al mese precedente. Un dato peggiore delle stime degli analisti che prevedevano un -7,4% ed il peggior risultato dall’inizio della serie storica del 1991. Ancor peggiore il crollo in Francia, con un -16,2% che supera le attese di riduzione del 13,4 per cento. La Banca d’Inghilterra (BoE) prevede una riduzione del 14% del Prodotto interno lordo del Regno Unito quest’anno a causa dello shock economico causato dalla pandemia di coronavirus e ha deciso pertanto di mantenere i tassi di interesse allo 0,1%.

I conti aziendali mostrano per esempio le difficoltà di banche e industria automotive, mentre le compagnie online e il pharma tengono botta. “Siamo preoccupati per i potenziali effetti a lungo termine della pandemia sulla crescita”, ha annotato Ron Temple di Lazard Asset Management, a Bloomberg. “Stati e aziende usciranno dalla crisi con debiti molto più elevati che metteranno a rischio la loro capacità di investire e innovare”.

L’euro apre stabile sotto quota 1,08 dollari e avanza lo yen, per la scarsa propensione al rischio degli investitori. La moneta europea passa di mano a 1,0796 dollari e a 114,72. Dollaro/yen vicino ai minimi da 7 settimane a 106,28. Tra i dati macro che restano da pubblicare, l’Istat sulle vendite al dettaglio e l’andamento dell’economia in Italia, mengre dagli Usa arrivano i sussidi alla disoccupazione e il costo unitario del lavoro. Lo spread Btp/Bund apre in rialzo a quota 250 punti dai 248,5 della chiusura di ieri. A pesare è l’ultimatum alla Bce della Corte costituzionale tedesca. Il rendimento del Btp sale al 2,12%.
 

Cina e petrolio in recupero

La Cina ha registrato ad aprile un surplus commerciale di 45,34 miliardi di dollari, più che doppio sui 19,93 miliardi di marzo e ben oltre i 6-10 miliardi attesi a vario titolo dagli analisti. Secondo i dati diffusi dalle Dogane cinesi, che fotografano gli effetti sull’economia della pandemia del Covid-19, l’export è cresciuto a sorpresa del 3,5% annuo a fronte del -6,6% di marzo e del -12,1% stimato dai mercati. L’import ha accusato un crollo del 14,2% annuo contro il -0,9% di marzo e il -12,4% stimato dai mercati. Qualche spiraglio si legge anche nei dati sul settore dei servizi cinese, che migliora ad aprile ma per il terzo mese consecutivo resta in contrazione: l’indice Pmi calcolato da Caixin per il settore non manifatturiero si attesta a 44,,4 punti, contro i 43 punti a marzo e dopo il minimo record di 26,5 punti registrato a febbraio. L’indice continua a migliorare ma resta sotto la soglia dei 50 punti, che separa le fasi di espansine da quelle di contrazione, frenato dalle chiusure di alberghi, viaggi e ristoranti dovute all’epidemia di Covid-19.

A spingere i mercati c’è anche il nuovo recupero del prezzo del petrolio, che beneficia di uno scenario di uscita dalla crisi da parte della Cina più rapida delle aspettative: sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti avanzano dello 0,75% a 24,16 dollari e quelli sul Brent dello 0,54% a 29,88 dollari. Resta comunque uno scenario di forte eccesso delle forniture di greggio: ieri le scorte settimanali Usa sono salite di 4,6 milioni di barili, a fronte di un atteso rialzo di 7 milioni di barili.



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