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(Teleborsa) – “Risultati in linea con le attese, ma per nulla non scontati“. È in questo modo che Piero Luigi Montani, amministratore delegato di BPER Banca, descrive i risultati finanziari dei primi nove mesi diffusi oggi. “Stiamo stati molto impegnati sulle filiali acquisite, sui nuovi dipendenti e clienti integrati – ha affermato durante la call con gli analisti – Il processo di integrazione qualche problema lo poteva dare, ma li abbiamo superati bene. Siamo quindi molto soddisfatti della redditività ordinaria, della qualità del credito e della solidità patrimoniale, addirittura migliorata”. La banca emiliana ha chiuso i primi nove mesi con un utile di periodo di pertinenza della capogruppo pari a 586,2 milioni di euro, di cui 84,4 milioni di euro nel terzo trimestre 2021. Ciò nonostante nel terzo trimestre la banca abbia contabilizzato 80 milioni di euro di contributi ai fondi sistemici.

La raccolta diretta da clientela si è attestata a 97,9 miliardi di euro (-0,6% rispetto a fine giugno 2021), mentre la raccolta indiretta è stata pari a 166,2 miliardi di euro, in crescita dello 0,7% rispetto a fine giugno 2021. Montani ha sottolineato che questi risultati sono stati raggiunti “grazie all’efficacia della performance commerciale”. Ha parlato di “risultati assolutamente molto importanti, che ci danno indicazione preziose per il futuro: posso dire con certezza che il mese di ottobre ha proseguito questo trend e la mia previsione è che si confermerà anche nei mesi successivi”.

Montani ha delineato, in particolare, tre aree di significativa soddisfazione. “L’aumento della redditività operativa è stato sostenuto dalla crescita delle commissioni nette, dovuta quasi esclusivamente alla performance commerciale positiva, resa possibile dall’impegno massimo di tutte le risorse“, ha affermato. È stata inoltre sottolineata “un’importante riduzione del rapporto NPE, previsto in ulteriore calo sulla scia del continuo derisking” e una “solida posizione di capitale, che offre spazio per aumentare il payout degli azionisti”. “I forti risultati raggiunti in termini di redditività, qualità dell’attivo e posizione patrimoniale, uniti a un maggiore vantaggio competitivo, aprono la strada al nuovo Piano Industriale 2022-2024 del gruppo, le cui linee guida strategiche supporteranno una nuova fase di crescita”, ha aggiunto.

Nella trimestrale BPER ha ricordato che sono state avviate le trattative sindacali volte a favorire un ricambio generazionale e professionale, che prevede un piano di ingressi e l’uscita di 1.700 risorse. “Le trattative sono tuttora in corso – ha spiegato l’AD – e siamo confidenti di chiudere l’accordo in questo ultimo periodo dell’anno”. In ogni caso le uscite saranno graduali e nel corso dei prossimi anni, anche perché “non possiamo immaginare di mettere tutti fuori subito, in quanto avremo problemi sulla gestione del personale”.

Sul tavolo non abbiamo nulla che riguarda l’M&A e non è quello che adesso stiamo cercando”, ha risposto a una domanda sul tema. La banca ora è concentrata sull’attività di integrazione e consolidamento, e “nonostante pensiamo che una grossa parte si possa considerare superata, l’integrazione andrà avanti per un po’ di tempo”. “Non viviamo sulla luna – ha proseguito – sappiamo che il processo di consolidamento è in corso e ce lo troveremo davanti in qualche maniera, nel momento in cui si dovesse manifestare qualche occasione di interesse noi non esiteremo ad esaminarla, ma oggi non è nelle priorità”.





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